terça-feira, 1 de maio de 2012

NOVO CÓDIGO FLORESTAL- Quem será beneficiado e quem será prejudicado?

O novo Código Florestal, aprovado pela Câmara dos Deputados, dia 25 de abril, é uma afronta a nós brasileiros  e a  Legislação Ambiental do país.  O novo código isenta os agricultores da responsabilidade de reflorestar áreas por estes devastadas, anistiando desmatamento ilegal em áreas de preservação e incentivando novos desmatamentos ilegais, tudo isso, em prol de lavouras localizadas ás margens dos rios, sendo estes rios estreitos ou largos.

O Código Florestal foi  alterando artigos  de poucas melhorias, para incentivar desmatamentos em nascentes e de produção hídricas,  causando catastróficos impactos ambientais, prejudicando  as populações ribeirinhas, assim como toda nação brasileira, que ainda não se deu conta o quão  importante é interação concernente ao assunto em questão.  Tais mudanças no código Florestal causou grande  indignação ao Comitê Brasil em Defesa da Floresta e do Desenvolvimento Sustentável,  composta por mais de 200 instituições que trabalham no intuito da preservação do meio ambiente.


Há quem alegue que com estas novas medidas, salva culturas agrícolas ameaçadas, caso  os agricultores sejam  obrigados a replantar as áreas que devem ser reflorestada  às margens do rio, e salientam que isso causaria o encarecimento de nossos produtos agrícolas. Vale ressaltar que tais  alegações, não tem se quer, embasamento científico. No entanto, nada foi dito sobre os impactos causados, há anos, por essas atividades ilegais e irresponsáveis à conivência da lei. Outra coisa a ser levada em consideração é que muitos que aprovaram estes novos artigos são  proprietários  que praticam tais atos ilícitos e/ou que tem familiares nesse ramos  e em tais propriedades.


Antes a presidenta  Dilma autorizou uma das maiores catástrofes ambientais no Brasil,  autorizando construção do Belo Monte, que de belo  não tem nada,  visto que irá desequilibrar toda a fauna e flora, despovoando mais de 40 mil índios de suas terras e porque não dizer, aniquilando sua cultura. Sendo assim, não será de grande surpresa se a presidenta Dilma sancionar o novo Código Florestal e mais uma vez,  desfizer o que fora proposto por ela com a não anistia para estes crimes ambientais, a redução de áreas de preservação como negar incentivo para tais práticas criminosas. Nas eleições para presidente, o PT  trouxe a proposta de preservar ao máximo o meio ambiente e nossos recursos naturais, antes mal explorados por governos anteriores, criando inclusive o PT Ambiental.  Hoje, o que se observa da presidência é a preferência pela minoria capitalista e preterindo a maioria prejudicada por toda essa devastação ambiental.  Vale ressaltar que a maioria citada são todos que os habitantes desse planeta, pelas próximas gerações. 


Esperamos que a presidenta Dilma Rousseff  tenha consciência e vete esse código é caracterizado como um retrocesso a Legislação Ambiental do Brasil, que deveria ser  referência sobre a preservação do meio ambiente,  está dando o  maior  mal exemplo, se colocando como um dos países que estão levando em consideração os interesses econômicos de uns em detrimento do bem estar ambiental e da nação.  



domingo, 25 de setembro de 2011

Cesare Battisti - Madre Italia, Padre Brasile


E 'più che dimostrato che il Brasile è il paese dell'impunità perché aveva concesso l'asilo politico, Cesare Battisti, condannato in contumacia (ovvero senza la presenza dello stesso) da parte del governo italiano per i reati di omicidio di quattro persone, furto e il terrorismo, anche se il terrorismo non è esplicito nella legge italiana come reato. Come se ciò non fosse molto proteggere di essere condennato dei crimini commessi nel loro paese d'origine, l'Italia, il governo brasiliano ha ora concesso difinite libertà e di soggiorno, così da poter avere una vita normale dopo disturbarer le vite di quattro famiglie vittime dei crimini. La imagem. L'unica, immagine há è ancora una altra volta, Cesare è sorvegliato dal "Padre Brasile", tutto perchè a sua "Madre Italia" vuole punire lui per i suoi errori. Questo non viene compresivo perche il Brasile non è buono come "padre" di suo figli brasiliani, lasciando i propri figli la mancanza dei diritti fondamentali. Ma perché aspettare di un paese senza leggi rispondere e rispetare alle leggi di altri paesi? Perché aspettare l'estradizione di un politico condannato che hai storia politica simile al attuale governo brasiliano? Tutto indica che questa protezione è un residuo della storia dei anni '60 a fine degli anni '70, una politica radice esquerdita, una continuazione di idee che non rientrano più nel contesto attuale, in considerazione del fatto, l'ex prigionieri politici raggiungere la più alta carica di questo paese tra cui l'ex presidente Luis Inacio Lula da Silva e l'attuale presidente Dilma Husseff?

Parliamo della paternità di Brasile com il loro "figli" brasiiani e come essi sono vittime della impunità delle "leggi" brasiliane. Un caso chiaro è casi di Pimenta Neves e Sandra Gomides. L'ex giornalista Pimenta Neves, ucciso la sua ex-fidanzata e anche un giornalista Sandra Gomides, 30 anni più giovane di lui per non accettare la cessazione del fidanzamento.Il delitto avvenne nel anno 2000, e anche se l'imputato ha confessato, è stato processato e condannato nel 2006 a 19 anni di carcere, e dupo ridotti a 15 anni. Si scopre che la data del processo per qui, lui è mai stato catturato con la funzione della legge e utilizzando questi lunghi sei anni e vive nella culla di impunità, e solo ora il STF (Supremo Tribunale Federale) ha ordinato il suo arresto immediato. La ministra Ellen Gracie stesso ha ammesso che questo era un caso difficile da spiegare all'estero, perché c'è stato un delitto, c'è stata una confessato criminale, un processo penale ed era ancora libero, vivendo come un uomo senza crimine.

Un altro caso è il più recente è caso della avvocata Mercia Nakashima uccisa del ex fidanzato, Mizael Bispo dos Santos, avvocato, partner in uno studio legale, anche ed ex agente di polizia. Mizael, ora è un fuggitivo dopo che la polizia trovare diverse tracce dela partecipazione al crimini di omicidio e occultamento di un corpo. Mizael arruolato l'aiuto di Evandro Bezerra da Silva, di venirvi a prendere alla diga dupo di nascondere il corpo di Mercia nella sua macchina alla diga della città di Nazaré Paulista, São Paulo. Nominato come il primo sospettato, Mizael era stato interrogato e sono sempre a dire essere innocente, avuto il tempo di progettare la sua fuga dopo la testimonianza di un pescatore che sostiene di aver visto una donna che grida da dentro una macchina e una persona Mizael) spingendo per la diga, e la loro complicità Evandro, che ora è bloccato (forse perché non è un avvocato) e il principale criminale in fuga. Questi casi sono solo due delle migliaia che il Brasile porta con impunità, in cui persone innocenti sono intrappolati nelle loro case ed i criminali liberi per le strade.

Ma il Brasile non è solo stato un paese dell'impunità, anche è un paese senza memoria. Perché? Perché lui, il Brasile, è estato nella estessa situazione della Itália, quando richiesto da latro paese l'estradizione loro criminali, li hanno trasferiti e condannati. Ma sono i suoi diritti di cui sopra i diritti d'Italia? Un esempio è il caso della ex chirurgo plastico Hosmany Ramos, condannato a 47 anni di carcere per i estessi crimini di Cesare Batistti come il furto, omicido, rapimenti, tra gli altri. La differenza per questo esempio è quello di Cesare Battisti è che Hosmany anche processato e condannato, fu debitamente arrestato, anche se più volte di fuggire, l'ultimo volo nel 2008 in Islanda, nel tentativo di fuggire in Canada con il passaporto di suo fratello. Dal 2008 dopo il suo arresto, il governo brasiliano ha chiesto l'estradizione di Hosmany al governo islandez, che richiesta è stata accolta nel 2010 ed è stato subito portato in un carcere a Sâo Paulo. Hosmany stato deportato come richiesto dalla giustizia brasiliana, la giustizia che ora appare ingiusto per la giustizia italiana, negando l'Italia il diritto di condannare Cesare Battisti, la sua criminale, già processato e condannato, a pagare per i loro crimini, che il deceifou vite di quattro persone e mutilati quattro famiglie. 

Facendo una piccola ricerca nella Costituzione brasiliana, la legge dice che il Brasile deve estradare qualsiasi persona che commette un crimine nel loro paese di origine, e questo crimine è anche essere crimine in Brasile. E perché ora questa reazione contro l'Italia, se il estesso artid la Costituzione Brasiliana gli dà il diritto di estradizione di Cesare? Perché è il Brasile protegge così questo criminale, anche se sostiene di innocenza, non è mai estato nel paese a dimostrare il contrario? Perché difendere un uomo che non mai nascosto che fuori armati disposti a uccidere e morire per difendere le loro idee? Non è Cesare colpevole come Hosmany Ramos, criminale brasiliano deportato a pagare per i loro crimini in prigione? Non è Cesare anche colpevole come i torturatori durante il regime militare che torturato e ucciso molti in nome delle loro idee, le loro vittime sono l'ex presidente Lula e attuale presidenta, DilmaRousseff? 


Rifiutando l'estradizione di Cesare Battiste a pagare per i loro crimini come dovrebbero, il Brasile ha aperto le braccia per un uomo con una storia di vita vergognosa e chiuse la porta a un paese intero, la cui storia è di amicizia e di alleanza. Chiuse la porta ai suoi figli anche persone che vivono in Italia e che potrebbero subire conseguenze importanti per questo comportamento del governo brasiliano contra l”Italia, e può danneggiare coloro che vogliono conoscere il paese. Ruppe con anni di collaborazione, la cui storia è ritratto nella bellissima canzone Mia Gioconda. Per un paese che mi ha dato la Coppa del Mondo 2014 e le Olimpiadi nel 2016, questa decisione dimostra che il Brasile non ha alcun trattamento di amicizia e rispetto ad altri paesi. 







Cesare Battisti - Mãe Itália, Pai Brasil



Está mais do que provado que o Brasil é o país da impunidade por já ter concedido azilo político ao criminoso político, Cesare Battisti, julgado (à revelia) e condenado pelo governo italiano, pelos crimes de homicídio de quatro pessoas, roubo e terrorismo, embora terrorismo não esteja explícito na legislação italiana como crime. Como se fosse pouco protegê-lo de ser condenado pelos crimes crimes que cometeu em seus país de origem, Itália, o governo brasileiro agora concedeu liberdade e permanência difinitiva para que ele possa ter uma vida normal, mesmo depois de desistruturar a vida as quatro famílias das vítimas. O que configura aqui é que ele está sobre os braços gentil de seu “Pai Brasil”, já que sua “Mãe Itália” deseja-lhe punir pelos seus erros, o que não é compreeensivo, visto que o Brasil como “pai” deixa a desejar para com seus próprios filhos brasileiros privados dos direitos concedido ao “filho bastado”, Cesare Battitsti. Mas por quê esperar que um país “sem leis” atenda às leis de outros países? Porque esperar das autoridades brasileiras a extradição de um condenado político cujo o histórico de vida política se assemelha com o que estão no governo e também tiveram sua luta armada em prol da classe operária, e que foram presos e torturados? Tudo indica essa proteção a cerca de Cesare é sim um resquício da história brasileira nas décadas de 60 ao final dos anos 70, uma ramificação política esquerdita e uma contínuação de ideias que já não cabem no contexto atual, haja visto, que ex-presos políticos alcançaram o posto maior no país, a presidência, como o ex-presidente Luis Inácio Lula da Silva e a atual presidenta, Dilma Husseff.

Falemos então da paternidade do Brasil para com os seus “filhos” brasileiros e como estes são vítimas da impunidade das “leis” brasileiras. Um caso nítido e recente é o caso de Pimenta Neves e Sandra Gomides. O ex-jornalista Pimenta Neves, assassinou a ex-namorada e também jornalista Sandra Gomide, 30 anos mais nova que ele por não aceitar o término do relacionamento. O crime ocorreu em 2000, e apesar de ser réu confesso, só foi julgado e condenado em 2006 a 19 anos de prisão, sendo reduzido a 15 anos. Acontece que da data do julgamento para cá, ele nunca esteve preso fazendo uso dos recurso da lei, recorrendo nestes longos seis anos e vivendo no berço da impunidade, sendo que, só agora o STF(Superior Tribunal Federal) determinou sua prisão imediata. A própria ministra Ellen Gracie admitiu que este era um caso difícil de se explicar no exterior, porque havia um crime, havia um criminoso confesso, um julgamento e o criminoso ainda estava livre, vivendo como um homem sem delito.

Outro caso ainda mais recente é o caso da advogada Mércia Nakashima morta pelo ex-namorado e sócio em um escritório de advocacia, o também advogado e ex-policial, Mizael Bispo dos Souza, que hoje se encontra foragido depois de a polícia encontrar vários vestígios de sua participação nos crimes de ssassinato e ocultação de cadáver. Mizael contou com a ajuda de Evandro Bezerra da Silva, para ir buscá-lo na represa depois esconder o corpo de Mércia em seu carro na represa da cidade de Nazaré Paulista, interior de São Paulo. Apontado como principal suspeito, Mizael fora interrogado e sempre se mostrando inocente, teve tempo para arquitetar sua fuga após depoimento de um pescador, que afirmar ter visto uma mulher gritando de dentro de um carro e uma pessoa o empurrando para a represa. O próprio cúmplice de Mizael, Evandro, que hoje está preso (talvez por não ser advogado) confessou sua participação em pegá-lo após a execução do rime. Estes são apenas dois casos dos milhares que o Brasil carrega impunimente, onde inocentes estão presos em suas casas e os criminosos livres pelas ruas.

Mas seria o Brasil só o país da impunidade? E o que dizer do Brasil ser, também, um país sem memórias e dissimulado? Por quê? Pelo fato de ele, o Brasil, se encontrar no lugar da Itália quando solicitou de outros países a extradição de seus criminosos, os tê-los jugado e condenados. Mas por quê seus direitos estão acima dos direitos da Itália? Um exemplo disso é o caso do ex-cirurgião plástico Hosmany Ramos, acusado e condenado a 47 anos de prisão pelos mesmos crimes de Cesare Batistti como roubo, morte, sequestro, dentre outros. A diferença neste exemplo para o de Cesare Battisti é que Hosmany além de julgado e condenado, foi devidamente preso, apesar de fugir diversas vezes, sendo a última fuga em 2008 na Islândia, tentando fugir para o Canadá usando o passaporte de seu irmão. Desde 2008 após a sua prisão, o governo solicitou a extradição de Hosmany ao governo islandez, que teve seu pedido atendido em 2010 e foi imediatamente direcionado a um presídio no interior paulista. Hosmany fora deportado como foi solicitado pela justiça brasileira, justiça esta que agora se mostra injusta para com a justiça italiana ao negar à Itália o direito de condenar Cesare Battisti, seu criminoso, já julgado e condenado, a pagar pelos seus crimes, que deceifou a vida de quatro pessoas e mutilou quatro famílias.

Fazendo uma breve pesquisa na Constituição Brasileira, reza a Lei que o Brasil deve extraditar todo e qualquer pessoa que comete crime em seu país de origem, sendo esses crimes ser delito também no Brasil. E porquê agora essa reação para com a Itália, cujo o próprio artido da Constituição Brasileira, lhe resguarda o direito a extradição de Cesare? Por quê o Brasil protege tanto este criminoso, que embora alegue inocência, nunca ficou no país para provar o contrário? Por quê defender um homem que nunca escondeu que saia armado disposto a matar e morrer no intúito de defender seus ideias? Não seria Cesare tão culpado quanto o criminoso Hosmany Ramos deporto para pagar pelos seus crimes numa prisão? Não seria Cesare tão culpado quanto os algozes que durante o regime militar, torturaram e mataram muitos em nome de seus ideias, sendo suas vítimas o ex-presidente Lula e a atual presidenta Dilma?

Ao recusar a extradição de Cesare Battiste para pagar pelos seus crimes como é devido, o Brasil abriu os braços para um homem com um histórico de vida sujo e fechou as portas para todo um país, cujo o histórico é de companherismo e aliança. Fechou a porta também para seu filhos brasileiros residentes na Itália e que podem sofrer grandes consequências para permanecer com sua vida normal, assim como pode prejudicar aos que desejam conhecer o país. Rompeu com anos de parceria, cuja a história é retratada na canção Mia Gioconda. Para um país que cediará a Copa de 2014 e as Olimpíadas em 2016, esta decisão prova que o Brasil não tem tratos de amizade e respeito para com outros países.























segunda-feira, 29 de agosto de 2011

Drogas - Por quê descriminá-las?


Está-se discutindo a legalização do uso da maconha, e dos adeptos a legalização está o líder do PT na câmara dos deputados, Paulo Texeira, assim como o ex-presidente da república Fernando Henrique Cardoso que em entrevista recente ao programa Fantástico se colocou que a a favor da descriminalização do uso de drogas e da legalização do uso da maconha, colocando como benéfica tanto para os usuários como para o próprio governo, a bem dizer, o poder de segurança pública. Segundo o ex-presidente, ele próprio fez uma pesquisa de campo em países europeus como na Holanda, onde a maconha é vendida e consumida livremente com o controle rígido do governo.

Fernando Henrique, dentre outros militantes à descriminalização da maconha, acreditam que regularizando seu uso, haverá maior controle de onde seria comercializado, por quem seria comercializado e o seu consumo. Vale lembrar que a pouco mais de um ano, o Brasil alternou a penalização de prisão para penas alternativas para o usuário, e que pequenos traficantes, tentam fazer uso desse artigo para fugirem da punição criminal. O que está sendo ressaltado é onde será vendido com o controle do geverno, que em vez de serem por traficantes, seria por meras tabacarias, tentando minar a figura do traficante e minar o interesse dos jovens e adolescentes, haja vistonão ser mais proibido. Mas esta lógica se deu, devido a ele, Fernando Henrique junto com outros presidentes e ex-presidentes admitirem que falharam no combate ao tráfico de drogas.

Mas o que dizer dessa livre comercialização aqui no Brasil, onde o índice de crimes ligados direta ou indiretamente com o uso de drogas, são alarmantes, tornando o Brasil no ranck de o terceiro país com o maior de violência e consumo de drogas? Seria possível minar a figura do traficante, visto que ele deixaria de ser pessoa principal a comercializar a maconha, mas que também vende outras drogas, ainda mais nocivas como a cocaína e o craque? Estimá-se que mais de 250 milhões de pessoas são usuários de drogas, começando sempre pela maconha e depois partindo para as demais drogas mais pesadas. A Secretária de Segurança Pública de todo o país registra que mais de 80% dos crimes está ligados ao uso de drogas como o caso chocante do ex-universitário Gustavo de Macedo Napolitano de 22 anos, que em novembro de 2002, matou a própria avó de 73 anos e sua empregada doméstica a facadas porque ela se negou a dar dinheiro para ele comprar drogas. Outro caso em 2008 foi do neto de 20 que matou a avó de 81 anos porque ela não aceitava o envolvimento dele com as drogas. Pergunta-se porque descriminar a maconha que torna seu dependente uma pessoa psicótica, incapaz de reconhecer o afeto de seus entes queridos e o faz cometer crimes ediondos? Porquê Fernando Henrique aprova a descrminação das drogas se ele mesmo afirma em seu vídeo, O Tabu, que usuários de drogas desejam deixar o vício por fazerem mau a sí como a sua família?

Diante de tais fatos, como dizer que a maconha é uma droga de efeito leve se o “prazer” momentâneo que ela passa para o usuário o torna dependente e o leva a esperimentar drogas mais pesadas e de efeitos ainda mais avaçalador? Como dizer que a maconha é uma droga de dependência leve, se ela torna seu usuário inerte, aponto de abandonar o emprego, as saídas com os amigos, os eventos familiares e depois cometer crimes de natureza hedionda para sustentar seu vício? As pessoas fazem escolhas e a única chance de escolha é a primeira antes de fazer o primeiro contato com as drogas. Depois desse primeiro contato, perde-se o direito de escolha por ficarem prisioneiras pelo resto de suas vidas, e ainda que deixem de serem usuários, os dependentes químicos é um eterno prisioneiro, lidando diariamente com uma ádua luta para não voltar a consumir drogas, sejam as legais como o fumo de cigarros e consumo de bebidas alcoólicas, como as ilícitas. A discursão para descriminar o uso da maconha tem como militantes, usuários que não pararam para analizar que a maconha é a porta de entrada para as demais drogas, que diga-se de passagem, são as mais pesadas, com efeitos ainda mais destrutivos e de dependência mais acelerada, dependência essa que leva o indivíduo a cometer crimes antes por eles, inpensáveis. Deixa-se de pensar nos efeitos destrutivos também às famílias que também são afetadas e vivem as tormentas de ficarem prisioneiras de sofrerem por verem a degradação de seu parente dependente químico, do eterno medo de suas reações agressivas que passam a ter depois que se tornam viciados, do misto de sentimentos de culpa, pena e raiva; das inúmeras financeiras quando passam a ser roubados diariamente pelos dependente químicos; da tristeza e da expectativa de ficarem sem notícias de seu familiar que ficam dias até meses sem dá notícias, quando não ficam na expectatica de receberem a notícia de estão mortos por taficantes ou por hoverdose.

Vale-se perguntar: se com a restrição do uso da maconha o índice de crimes associados ao consumo de drogas são alarmantes, o quanto não vai aumentar depois de sua liberação? Descriminando o uso da maconha ao desejo dos usuários com suas marchas e propagadas, não devemos esperar que num futuro próximo, o governo libere também o uso do craque, cocaína, dentre outras ainda mais nocivas? Por que lutar para descriminar a maconha baseados em pesquisas realizadas em países de culturas, históricos de violência e de estruturação de política segurança pública e de saúde tão diferentes da realidade que se encontra no Brasil? Por quê não perguntar o que pensam os familiares dos dependentes químicos que tem suas vidas devastadas tanto quanto de seu familiar viciado e que não encontra serviços de apoio no SUS (Sistema Ùnico de Saúde)?

Marchar em prol do uso liberado da maconha onde reune milhões de pessoas, por marcha. Enquanto uma marcha realizada em São Paulo contra a descriminação da maconho só reuniu 850 pessoas. Pergunte-se: em qual dos grupos eu me enquadro? Em quais exeplos quero me encontrar no futuro: de um usuário eternamente dependente sem o direito de escolha, inclusive da escolha a não usá-la mais, destruindo a paz psicológioca e física de minha família, ou quero me encontrar no grupo daqueles que se mantém no controle da sua vida, que vive a paz e a liberdade de fazer escolhas, de ser bem quisto pelas pessoas e que sabe que uma vez esperimentando, o risco de ficar prisioneiro a esse mal do século será por tempo indefinido? É válido comparar as drogas em geral, sejam as ilícitas e lícitas, com um vírus mortal que quando se instala na corrente sanguínea de uma pessoa, provoca falências em todos os órgãos, de forma gradativa e muito sofrida, destruindo tanto o doente como a sua família.



Links de Grupos de Apoio:

Amor Exigente http://www.amorexigente.org.br/

Grupos Familiares Al-Anon http://www.al-anon.org.br/

Alcoólicos Anônimos http://www.alcoolicosanonimos.org.br/

Narcóticos Anônimos http://www.na.org.br/portal/










domingo, 17 de julho de 2011

A queda dos titãs - Brasil e Argentina.


E deu zebra. Mas nem sei se é justo dizer isso, porquê além de parecer prepotência, parece também falta de respeito para com as seleções que merecidamente venceram abateram as então favoritas, Brasil e Argentina. Temos que nos atentar que as coisas mudaram, e muito. Devemos parar de esperar da atual seleção brasileira o que já tivemos um dia, nas épocas de Pelé e Maradona, porque estas épocas, os jogadores de futebol eram tão simplesmente jogadores de futebol e não meros vendedores de shampoos, produtos alimentícios, dentre outros. Naquela velha e boa época, valia-se apena assistir aos jogos porque estes jogavam tão somente por amor à camisa, por amor a sua nação, que por sua vez, ficavam em seus países na torcida, mas que se faziam presentes nos campos com eles. Nas décadas de 60, 70 e 80 era uma honra ser convocados e representar o país. Hoje, só de vestirem as camisas, ganham infinitamente mais e por estas e outras, não se dão o trabalho nem de batalhar para nos trazer as taças. Hoje para eles, honra é serem comprados por times europeus, esquecendo-se que as vezes sofrem todo tipo de discriminação, a distância da família e dos amigos com quem cresceram e desenvolveram seu futebol. O que eu sempre digo e insistirei em dizer é que falta, sim, amor à camisa, porque amor ao dinheiro não lhes faltam, haja visto que ganham muito, jogando ou não, bastando gravarem uma simples propaganda. Do jeito em que nos encontramos, acho que vale apena convocar os vovôs da seleção tipo Pelé, Zico, Junior, Falcão, dentre outros que deixaram seus nomes marcados na história, e que não ganharam as boladas que os de hoje ganham. Se vacilar, eles darão um banho na galerinha de hoje. Por estes motivos as outras seleções antes consideradas não favoritas, venceram com mérito e louvor, e suas torcidas devem sim, se orgulharem de terem derrotado os então favoritos Brasil e Argentina. Só espero que na Copa de 2014, não soframos com total desdém, porque por pior que eles sejam, a nação sempre tem fé que a seleção dará um espetáculo e sempre se entrega de corpo e alma. E vale ressaltar que a nação pára literalmente falando para assistir cada partida, e espero que eles façam por merecer total devoção. Além de torcermos para seleção, deveremos torcer também para que a seleção não nos dê motivos para trocarmos o nome de Seleção Canarinho para Seleção Zebrinha.

segunda-feira, 4 de julho de 2011

O que está por trás do asilo político concedido a Cesare Battisti pelo governo brasileiro?


Cesare Battisti, italiano de 54 anos, foi militante do grupo Proletariado Armado pelo Comunismo pelos crimes de terrorismo e homicídio foi condenado a prisão perpétua, em um julgamento que diz-se que foi à revelia (sem a presença do mesmo). A princípio o governo brasileiro foi felicitado por sua atuação ao prendê-lo. No entanto, tamanha admiração transformou-se em decepção, quando o Ministro da justiça brasileira Tarso Genro, com apoio do presidente Lula e outros parlamentares de lideranças da sociedade civil e Secretaria de Direitos Humanos (PT, PSOL, PV, PcdoB) concedeu a Battiste, refúgio político, alegando tratar-se de uma injustiça feita a Cesare por um julgamento em sua ausência e sem provas concretas.
Segundo a Constituição e Legislação ordinária brasileira em convenção da ONU de 1951 sobre os refugiados, o Brasil tem autonomia para ceder asilo político, fazendo uso de alegações como perceguição política, religiosa e racial. No caso de Cesare Battiste, este alega não ter participado dos crimes de homicídios de quatro pessoas, sendo estas: Antônio Santoro, agente penitenciário (78); Pierluigi Torregiane (79); Lino Sabadin, açougueiro (79); e Andrea Campagna, agente policial (79). Todos estes crimes foram atribuídos a Cesare por um ex-militante do PAC (Proletariado Armado pelo Comunismo), Pietro Mutti, que optou pela delação premiada (benefícios concedidos em troca de entregar seus companheiros). E desde então, Cesare foi asilar-se na França, que também, em troca de benefícios comerciais, o entregaria ao governo italiano, o que o levou a esconder-se aqui no Brasil, e onde ficou escondido até o dia 18 de março de 2008.
A decisão de ceder asilo político a Cesare está causando grandes transtornos ao governo italiano que entende tal atitude como ofensa e desrespeito às famílias das vítimas dos assassinados pelo PAC, assim como desrespeito à nação que o julgou e condenou. Segundo o presidente da Itália, Gorgio Napolitano, e seu Ministro da Defesa italiana, Ignacio La Russa, a relação entre Brasil e Itália não será mais a mesma e que tal decisão não terá grandes conseqüências libertando um homicida como Battisti. Aproveitando a exibição do filme “Natale a Rio” (comédia ambientada no Rio de Janeiro), La Russa desabafou: "Saibam, os que vão ao cinema hoje ver 'Natale a Rio', que no Brasil poderão encontrar nas praias um terrorista assassino passeando livre por vontade das autoridades brasileiras".
Eis uma situação delicada, no qual o Brasil está se envolvendo e que está trazendo opiniões diversas. De um lado há quem apóie o presidente Lula refugiando um ex-membro do partido do proletariados, julgado indecentemente; do outro, há quem o critique, dizendo ser imoral o presidente de uma nação impedir outra de julgar alguém que causou dano a seu país.
Eu me pergunto: por que o presidente Lula e seus parlamentares envolvidos em Direitos Humanos dispõem seu apoio a um homem, cujo o histórico, há inúmeras prisões por delitos (assaltos, roubos, dente outros), este, fazendo parte de um grupo armado (o que me leva a crer que este membro poderia, sim, atuar armado, disposto a matar e morrer por suas convicções políticas), deixando uma criança paraplégica? Onde estão, estes mesmos membros do Direitos Humanos que não aparecem para apoiar mães, pais, filhos que perderam seus ente-queridos nas guerras civis brasileiras realizadas diariamente entre policiais e traficantes? Onde estão os líderes dos Direitos Humanos que não vêem brigar pelo direito instituídos, somente na Constituição de crianças e jovens, os deixando à sua própria sorte? Por quê não permitir uma nação de julgar, condenar e defender os seus, pelos seus atos, sofrendo suas conseqüências, sob suas leis? Será que porque aqui não há lei, visto ser uma lei arcaica e que não comporta aos crimes hediondos praticados a toda nata desta sociedade mascara e vaidosa? Lei essa, onde a pena máxima é de 30 anos, mas que utilizando as brechas que a própria “lei” impunha, os criminosos não permanecem nem 15 anos, e que nas penitenciárias, não os tornam criminosos penitentes de seus crimes, e sim, os transformam e os educam a serem monstros em uma sociedades refém do medo. Ou talvez seja porque o PAC (Proletariados Armados pelo Comunismo) seja uma ramificação do partido do presidente Lula (PT), e outros partidos como PSOL, PV, PcdoB? Está justiça que o presidente alega está fazendo a Cesare seria ao indivíduo Cesare Battisti ou a um histórico político semelhante ao seu? Vale apena destruir a relação constituída com a Itália, um país europeu, que até agora só apoiou o Brasil em troca de uma paixão de ideais que o próprio presidente não pode arcar enquanto Presidente da República?

Qual è l'interesse del governo brasiliano nel concedere asilo politico a Cesare Battisti?



Cesare Battisti, italiano di 54 anni, è stato un militante del PAC (Proletari Armati per il Comunismo). E’ stato condannato in contumacia (ovvero senza la presenza dello stesso) all'ergastolo per i reati di terrorismo e omicidio. In un primo momento il governo brasiliano ha ricevuto un plauso per averlo arrestato. Tuttavia tale ammirazione si è tramutata in delusione quando il Ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, con il sostegno del presidente Lula e degli altri leader parlamentari della società civile e della Segreteria dei Diritti Umani (PT, PSOL, PV, PcdoB), ha concesso a Battisti l’asilo politico, sostenendo che si è trattata di una ingiustizia fatta a Cesare in un processo senza la sua presenza e senza prove concrete.
Secondo la Costituzione e la legislazione ordinaria in Brasile nella Convenzione del 1951 delle Nazioni Unite sui rifugiati, il Brasile ha l'autonomia concedere asilo politico facendo uso di motivazioni politiche, religiose e razziali. Nel caso di Cesare Battisti, egli sostiene di non aver partecipato ai crimini di omicidio di quattro persone, tra questi: Antonio Santoro, maresciallo della polizia penitenziaria (‘78), Pierluigi Torregiani, gioielliere (‘79), Lino Sabaddin, macellaio (‘79), e Andrea Campagna, agente della DIGOS (‘79). Tutti questi crimini sono stati attribuiti a Cesare da un ex militante del PAC, Pietro Mutti, che avrebbe accusato il compagno per garantirsi gli sconti di pena concessi dalla legge speciale antiterrorismo italiana. E da allora, Cesare fuggì in Francia dove, in cambio di vantaggi commerciali, lo avrebbe consegnato al governo italiano, il che lo portò a fuggire in Brasile, dove si è nascosto fino al 18 marzo 2008.
La decisione di dare asilo politico a Cesare sta causando tensioni diplomatiche con il governo italiano che ritiene un tale atteggiamento un insulto e una mancanza di rispetto sia nei confronti delle famiglie delle vittime uccise dal PAC, sia alla nazione che lo ha processato e condannato. Secondo il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e il ministro italiano della Difesa, Ignazio La Russa, il rapporto tra Brasile e Italia non sarà più lo stesso e che la decisione di liberare un assassino come Battisti avrà conseguenze pesanti. Approfittando del film "Natale a Rio" (commedia ambientata a Rio de Janeiro), La Russa ha sbottato: "Sappiano, coloro che andranno oggi al cinema a vedere ‘Natale a Rio’, che in Brasile potranno incontrare sulle spiagge un terrorista assassino a piede libero per volontà delle autorità brasiliane".
Ecco quindi una situazione delicata in cui il Brasile è coinvolto e che sta generando opinioni contrastanti. Da una parte ci sono coloro che sostengono il presidente Lula nell’accogliere un ex-membro di un partito proletario, giudicato ingiustamente; dall'altra ci sono persone che lo criticano, affermando che è immorale per il presidente di una nazione impedire a un’altra di giudicare qualcuno che ha causato danni al proprio Paese.
Mi chiedo: perché il Presidente Lula mette a disposizione il suo sostegno e i suoi parlamentari coinvolgendoli nei diritti umani di un uomo nella cui storia ci sono numerosi arresti per reati violenti (rapina, furto e altro ancora), che fa parte di un gruppo armato (il che mi porta a credere che quest’uomo potrebbe agire armato pronto a uccidere e a farsi uccidere per le proprie convinzioni politiche) e che ha reso un bambino paraplegico? Dove sono questi stessi membri dei Diritti Umani che non si mostrano per dare sostegno a madri, padri e figli che hanno perso i loro cari nelle guerra civile brasiliana condotta quotidianamente tra polizia e trafficanti di droga? Dove sono quei leader dei Diritti Umani che non vengono a lottare per i diritti, presenti solo nella Costituzione, di giovani e bambini lasciandoli al proprio destino? Perché non permettere ad una nazione di difendere, giudicare e condannare i propri criminali, i loro atti, accettando le loro conseguenze, secondo le proprie leggi? È perché qui non esiste una legge che consenta, perché molto antica, di punire gli atroci crimini commessi da questa perbenista e frivola? Legge per la quale la pena massima è di 30 anni, ma usando le scappatoie che la stessa legge consente, i criminali non restano nemmeno 15 anni. In più la prigione non li rende pentiti per i loro crimini, ma sì li trasforma e li educa ad essere dei mostri in una società ostaggio della paura. O forse perché il PAC è una ramificazione del partito del presidente Lula (PT) e di altri partiti come PSOL, PV e PcdoB? Questa giustizia che il presidente afferma di fare a Cesare sarebbe nei confronti dell'individuo Cesare Battisti o a una storia politica ben simile al suo? Vale la pena distruggere il rapporto instaurato con l'Italia, un Paese europeo, che fino ad ora supportata solo in Brasile, in cambio di una passione per alcuni ideali politici che il presidente non potrebbe permettersi come Presidente della Repubblica?

Texto de Elisângela Lopes e Roberto Breccia.

quinta-feira, 7 de abril de 2011

Violência descabida - Massacre em Realengo

Um misto de insanidade e maus exemplos levaram um jovem de 24 anos a cometer o ummassacre na Escola Municipal Tassio Silveira no bairro do Relengo (RJ), ceifando a vida de 11 crianças entre 12 e 14 anos, em sua maioria meninas e um menino, e outros 17 alunos estão internados com ferimentos a balas, 4 destes em estado grave correndo risco de morte.Wellington Menezes de Oliveira, de 24 anos, ex-aluno, seguiu hoje pela manhã à instituição de ensino, justificando fazer uma palestra de ex-alunos devido ao aniversário de 40 anos da escola. O assassino munido de duas armas de fogo, uma 32 e outra 38 e muita munição, subiu até o segundo andar, entrou em uma sala e efetuou os tiros nos alunos das duas turmas do 8º ano, antiga 7º série, e começou alvejando os alunos que se sentavam nas primeiras carteiras, levando a crer que lhe facilitou os tiros mortais nas cabeças e tórax. Pessoas que moram próximo à escola ouviram os tiros, mas pensaram que eram fogos de artifícios, quando foram surpreendidos com as crianças saindo correndo pedindo socorro, algumas já baleadas. Um dos alunos baleado foi em busca de socorro e deu de encontro com a polícia que fazia uma ocorrência próximo ao local e que correram para a escola. Enquanto isso, o assassino, atiravam em suas vítimas e com a agilidade de um perito em armas de fogo, trocava de munição em segundos par efetuar mais tiros. Numa troca de munição destas, seguindo para o terceiro andar, que o policial militar o imobilizou com um tiro na perna e que o levou a suicidar-se. O Bairro ficou em estado de choque diante de tanto horror com a saída de alunos aterrorizados e pais desesperados atrás de notícias de seus filhos e se dirigindo aos hospitais. A lista com os nomes das vítimas fatais já foi divulgada à imprensa e familiares. A presidente Dilma Housseff decretou luto oficial de três em um discurso emocionado e a Ministra de Direitos Humanos, Maria do Rosário irá visitar os familiares das vítimas e as crianças hospitalizadas.


Perfil do assassino

Wellington Menezes de Oliveira, 24 anos, é o caçula de cinco irmãos. Menino introvertido, aluno de conduta exemplar, se manteve o mais reservado possível em seu bairro com os vizinhos, assim como no trabalho, onde trabalhava como auxiliar de almoxarifado em uma empresa de alimentos. Segundo um de seus irmãos mais velhos, ele tinha uma conduta estranha desde muito novo, e depois da morte de seu pai a cinco anos e da mãe a dois anos, ele piorou se isolando, deixando a barba crescer e indo viver numa casa deixada de herança por seu pai. Seus irmão preocupados com alguns comentários em relação ao desejo de derrubar um avião e coisas dessa natureza, resolveram analizar o que tanto o entretia no computador, e tudo o que encontraram foram artigos sobre armas de fogo, o que levou alguns peritos em armas explicar sua desenvoltura ao manejar as duas armas, as munições e o carregador de munição que munia as armas com seis balas de uma só vez. Dias antes da tragédia, ele fora visto sentando em frente à escola, analizando cada detalhe, e com certeza, visualizando toda a cena que hoje acontecera. Já foi analisado por agentes da polícia que estão tabalhando no caso, se ele sofreu na escola algum tipo de abuso na infância como o bullying, principal justificativa em outros massacres dessa natureza em outros países, todos cometidos em colégios, em especial, os norte-americanos. Antes de sair para cometer o atentado, ele havia destruído tudo o que revelasse o real motivo que o levou a fazer tudo isso na manhã de 7 de abril.

O assassinou deixou uma carta, o qual não explicou os moticos que o levaram a cometer tamanha atrocidade, mas deixando orientações de como queria seu funeral, dando a entender conduta islã (ainda que não comprovado sua associação com o islamismo) e sua percepção de como observava a conduta moral das vítimas. Antes de abrir fogo contra suas vítimas, ele deixou uma mochila com um cobertor branco, que segundo ele, deveria enrolar seu corpo por pessoas usando luvas por não serem impuras para tocar em seu corpo. Em sua carta também havia um pedido para os seus “irmanados na fé” orassem por sua alma diante de Deus pelo seu ato homicida. Sendo assim, tudo leva a crer que sua inteção após os homicídios, seria o suicídio, que ocorreu assim que foi alvejado pelo policial militar. Wellington é retratado como psicopata pela sua frieza e destreza ao cometer os crimes. A própria carta que ele deixou demonstra que ele via motivos para cometer tal atrocidade. A própria família relata que ele já havia se tratado com psiquiatra por seu comportamento estranho, e tudo indica que ele camuflou suas intenções para, por fim, executar os crimes matando 11 crianças e ferindo 17.


Análise dos acontecimentos

O que se discute no momento é a política segurança nas escolas e a política de desarmamento, que ainda não coibiu o uso ilegal de armas de fogo. A polícia investiga como Wellington conseguiu as armas, como fez o treinamento e todo seu ideal de cunho religioso. Psiquiátras afirmam que pessoas com comportamento reclusos e antisociais desde criança, não é normal e devem ser acompanhadas pela supervisão de membros da familia, e se constatado isolamentos, seguidos de posturas contrária aos valores no qual foi criado, evitando diálogos sobre seus sonhos e desejos, devem ser submetidos a tratamentos psicológicos.