domingo, 23 de novembro de 2014

Ele é Juiz, mas não é deus

Foi notícia em todo o o Brasil que a agente de trânsito Luciane Silva Tamburini, foi processada pelo juiz federal João Carlos Correia, por autuá-lo que estava irregular com automóvel sem placa, sem porte de documentação de habilitação obrigatório e desobediência contra a agente de trânsito. Luciana disse que avisou ao juiz que o seu carro seria removido por tais delitos e ele por sua vez, alegou desconhecer a lei que alega ser obrigatório emplacar o carro e só podendo transitar com este depois de regularizá-lo. Ela disse que ninguém pode alegar desconhecimento da Lei para se beneficiar dela. Foi nesse momento que ele se identificou como juiz federal e disse que iria prendê-la por desacato. A princípio ele disse que lhe daria voz de prisão por sua atuação enquanto agente de trânsito que fez o seu papel ao autuá-lo, mas por não ter sua solicitação de sua prisão atendida, ele deixou claro que lhe dava voz de prisão por ela ter dito que ele não era Deus.

Ao fracassar em todas as sua tentavas de prejudicá-la, ele entrou com uma ação penal, sendo  que na segunda estância, o desembargador deixou claro que ele (o juiz) estava todo errado, mas ela foi mais errada por saber que ele era juiz e ainda assim o autuado. A pergunta que se faz é: há um privilégio para juízes no trânsito e/ou outros delitos? Não é o que diz o Artigo 5º da Constituição que reza: “Todos são iguais perante a Lei” e apoiado pelo Presidente do Supremo Tribunal, Ricardo Lewandowski. O fato é que ela recorreu e está em trâmite, podendo pagar uma indenização ainda não revelada. Luciana que pretende entrar para a Polícia Federal como escrivã, espera que esses acontecimentos não a tenha prejudicado. Mas o que dizer do poder de um “deus”, que embora errado, se mostrou maior que a Constituição e  saiu dessa história como o certo? O que dizer dos julgamentos de um juiz que se julga maior e melhor que outros pelo seu cargo de juiz? O que dizer de um homem que se considera “Deus” e não admite a ideia de seu novo título ser contestado?  

Desse triste episódio fica claro que esse "juiz" e seus coligados provaram de todas as maneiras que o Brasil é um país sem leis e que agentes da Lei não podem aplicar a Lei para com todos, porque todos não são "Todos".



http://www.senado.gov.br/legislacao/con1988/con1988_05.10.1988/art_5_.shtm

http://www.denatran.gov.br/ctb.htm



quinta-feira, 10 de julho de 2014

Mondiale 2014 - Brasiliano orgoglioso di cosa?

 La frase "Io non sono contro la nazionale, io sono contro la corruzione" nasce per il semplice fatto che il brasiliano si rende conto di amare il calcio, di volere il mondiale in Brasile, ma è consapevole di quanto è stato speso per questo evento in contraddizione con ciò che non è stato più realizzato per la sanità che va di male in peggio e con la mancanza di investimenti nei settori dell'istruzione e della sicurezza che sono nel caos.

Si sa da tempo che il governo deve vedersela con un popolo indignato con le spese del Mondiale. Tutto questo davanti al caos nella sanità annunciato tutti i giorni nei notiziari, a scuole distrutte insieme all’educazione e all’autostima dei professori, e mancanza di investimenti nella sicurezza pubblica. Nel mezzo di questo quadro deludente, il popolo è sceso in starda in varie parti del Paese per protestare contro tali spese stimate in 11 miliardi di real contro  tante carenze nei servizi pubblici. 

Le spese sono state esasperate con la costruzione di stadi secondo lo standard FIFA, centri di allenamento per le nazionali con ogni lusso e comfort, così come l'allestimento dei Fan Fest, spazi creati per le celebrazioni dopo i giochi. E' anche noto che la FIFA ha fatto molte richieste e critiche spocchiosecon quella arroganza vecchio stile che gli é peculiare nelle sue interviste sul Paese. La FIFA tra l’altro ha semplicemente evitato di menzionare quanto non è stato pagatodi imposte per un importo di 1,1 miliardi, accordo firmato con l'allora presidente Luiz Inácio Lula da Silva ei suoi ministri nel 2007, quando il Brasile è stato scelto per ospitare la Coppa del Mondo nel 2014 e che avrebbe potuto contribuire in qualche modo con il Paese. 

Ma è con l'apertura della Coppa che sono arrivate le sorprese. Nonostante tutti gli investimenti per rendere l'evento un successo, ci si aspettava una cerimonia di apertura all'altezza di un Paese che sa fare festa come nessun altro, con il suo Carnevale conosciuto in tutto il mondo. E anche se il Brasile è così ricco di cultura grazie alla diversità della sua gente, la cerimonia di apertura è stata considerata la più mediocre di tutti i tempi. Ciò è avvenuto forse perché si é smesso di assumere professionisti brasiliani famosi per i propri  lavori grandiosi per assumere un belga che poco sadi un Paese come il nostro. Numerose sono state le critiche sui social network per esprimere quanto è stata deprimente la cerimonia, includendo anche artisti come il cantante  Alceu  Valença e l'atricce, Maitê Proença. Tanti miliardi investiti in una  mediocre cerimonia come quella? Un'altra cosa che ha fatto notizia in tutto il mondo è stata la reazione dei presenti alla cerimonia di apertura. Prima che la partita cominciasse, la presidente Dilma Rousseff è stata pesantemente contestata con insulti dalle persone che erano lì per partecipare all'evento, similmente a quanto accaduto nella prima partita della nazionale brasiliana, con insulti iniziati nella tribune VIP per poi diffondersi in tutti gli spalti. Il giorno successivo al fatto, Dilma haaffermato che non si sarebbe lasciata abbattere da queste offese, visto che ha sofferto per cose ben peggiori quando fu arrestata durante il regime militare.

Ci sono stati molti errori dal momento che il Brasile è stato scelto per ospitare la Coppa del Mondo. Tanto per cominciare, il Paese ha avuto sette anni per prepararsiper un cosí grande evento. Un Paese che si è presentato alla grande per ospitare persone di diversi Paesi e culture, ma che ha dimenticato di prendersi cura del proprio popolo, non riuscendo nemmeno a soddisfare le necessitá  più elementari. La FIFA si è impossessata del Brasile e ha  dettato regole senza preoccuparsi di condizioni economiche e cultura. I ritardi nella costruzione dei 12 stadi hanno fatto sí che le aziende di costruzione cessassero di adottare le norme di sicurezza per i lavoratori, causando la morte di 23 operai. Ci sono stati anche ritardi nelle opere di ristrutturazione degli aeroporti, minaccia di scioperi da parte di polizia, personale medico e dei trasportatori. E´ una assurditáche un Paese ricco di cultura e folklore possa aver presentato una cerimonia di apertura così lontana da ciò che siamo abitutati a vedere negli ultimi anni in eventi di questa portata. I  biglietti potranno essere acquistati solo attraverso il sito web della FIFA, e gli importi vanno da 60 fino a 6.700 Real, ma entrando nel sito, i fan potranno trovare una tabella per niente chiara. Ma ciò che ha attirato l'attenzione del mondo è stata l'ostilità dei tifosi verso la presidente Dilma e la FIFA a causa di un evento che è venuto a costare  2000 Real (quase 700 euro) per partecipare. Alcuni dicono che se lei non ha investito nell’educazione del Paese, non poteva aspettarsialtrettanta educazione dai tifosi allo stadio. Ma vale la pena osservare che l’aggressivitádi quella natura non dipende da educazione scolasticaottenuta in aula. Si tratta appena di educazione e valori famigliari, indipendentemente da classe sociale, religione e/o condizione finanziaria. Questa discrepanza nel comportamento mette in luce come le persone non sono capaci di gestire le emozioni quali la felicitá il mondiale in casa o il disgusto per le spese altissime causate proprio da questo evento. Attraverso le manifestazioni la popolazione mostra un turbinio di emozioni, urla per il miglioramento del trasporto pubblico, ma poi distrugge gli stessi veicoli che useranno per il trasporto. Manifestanti che gridano per la giustizia, ma che poi danneggiano i beni di persone che non hanno nulla a che vedere con tali manifestazioni, saccheggiano negozi, dimostrando così la totale mancanza di buon senso per quello per cui stanno combattendo. Le stesse persone che urlano “Eu sou brasileiro com muito orgulho e muito amor"(Io sono brasiliano con grande orgoglio e tanto amore) hanno alzato la voce contro la presidente allo stadio, urlano contro la coppa che loro stessi hanno aiutato a realizzare. Il popolo brasiliano sta dimostrando di non averemolto di cui essere orgogliosi, cosí come essere d'accordo il governo che pensa che panem et circenses consoli il popolo. 

http://pt.fifa.com/worldcup/organisation/ticketing/prices-matches/index.html

http://copadomundo.uol.com.br/noticias/redacao/2014/06/11/fifa-diz-que-nao-pediu-r-11-bi-em-isencoes-para-copa-governo-se-esquiva.htm


Testo traddoto da Roberto Breccia.


















sábado, 14 de junho de 2014

Copa do Mundo de 2014 - Brasileiro com orgulho de quê?


A expressão “Não sou contra a seleção, sou contra a corrupção” se deu pelo simples fato de o brasileiro se dar conta de que ama futebol, que queria a copa no Brasil, mas que está consciente do quanto foi gasto para a realização deste evento em contradição do que deixou de ser realizado em prol da saúde que vai de mal a pior, e no que faltou de investimento na educação e segurança que está um caos nos dois setores. 

Sabe-se, e não é de agora, que o governo se depara com um povo indignado com os gastos para com o mundial sendo que os caos na saúde são noticiados diariamente, escolas se destruindo junto com a educação e autoestima dos professores, bem como falta investimento na segurança pública dentre outros setores. Em meio a esse quadro lastimável, o povo saiu às ruas em várias partes do país para protestar contra os gastos estimado em 11 bilhões de reais em confronto com tantas carências em serviços públicos.

Os gastos foram exacerbados com as construções de estádios padrão FIFA, centros de concentração para as seleções com todo luxo e conforto, assim como a produção de Fan Fest, espaços criados para comemorações após as partidas. Ficou notório também que a FIFA fez muitas exigências, críticas encharcadas de deboches e a velha e boa prepotência que lhe é peculiar em suas entrevistas sobre o país. A FIFA só não mencionou o quanto deixou de pagar em impostos no valor de 1,1 bilhão, acordo firmado com o então presidente Luiz Inácio Lula da Silva e seus ministros em 2007 quando o Brasil foi escolhido para sediar a copa em 2014 e que poderiam contribuir de alguma forma com um país. 

Mas foi na abertura da Copa que veio as surpresas. Com tanto investimento para que o evento fosse um sucesso, esperava-se uma apresentação a altura de um país que sabe fazer festas como nenhum outro, a exemplo dos carnavais tão conhecido mundialmente. E embora o Brasil seja tão rico em cultura devido a diversidade de seu povo, a cerimônia de abertura foi considerada a mais medíocres de todos os tempos. Isso se deu, talvez, porque deixaram de contratar profissionais brasileiros e reconhecidos por seus grandiosos trabalhos, para contratar uma belga que pouco sabe de um país como o nosso. Foram inúmeras as críticas nas redes sociais declarando quão deprimente foi a abertura, inclusive por parte de artistas com Alceu Valença e Maitê Proença. Tantos bilhões investidos para uma apresentação medíocre daquela? Outra coisa que foi notícia no mundo todo foi a reação da torcida que estava presente na cerimônia de abertura. Antes mesmo da partida começar, a presidente Dilma Housseff foi duramente hostilizada com xingamentos por pessoas que estavam ali para prestigiar o evento, assim como o primeiro jogo com a seleção brasileira, sendo que os xingamentos começara da área VIP e que se espalhou pela arquibancada. Um dia após esse fato, a presidente disse que não se deixaria abater por tais ofensas, visto ter sofrido coisas piores quando foi presa durante o regime militar. 

Foram muitos os erros desde o momento que o Brasil foi escolhido para sediar a Copa do Mundo. Para começar, é que tiveram sete anos para preparar o país para um evento tão grandioso como esse aos olhos do mundo. Um país que se apresentou tão bonito para receber pessoas de vários países e de diversas culturas, esqueceu de cuidar do seu próprio povo, deixando de atender suas necessidades mais básicas. A FIFA tomou o país pra si ditando regras sem se preocupar com a condição e cultura do país. Atrasos nas construções dos 12 estádios, fazendo com que as construtoras deixassem de adotar normas de seguranças de trabalho, culminando na morte de 23 operários. Houve atrasos também nas reformas de aeroportos e as ameaças de greves por parte das polícias, agentes de saúde e profissionais de transporte. Um absurdo um país tão rico em cultura e folclore, se permitir apresentar uma cerimônia de abertura tão aquém do que se costuma ver em datas comemorativas e que se fez conhecer ao longo dos anos. Os ingressos do mundial só podem ser comprados através do site da FIFA, e os valores variam de R$ 60,00 até R$ 6.700,00, mas se dirigindo ao site, o torcedor vai encontrar uma tabela nada explicativa. Mas o que mais chamou a atenção do mundo foi a hostilidade dos torcedores para com a presidente e a FIFA por causa de um evento que muitos deles chegaram a pagar quase R$ 2.000,00 para assistir. Há quem diga que se ela não investiu na educação do país, não poderia esperar educação por parte dos torcedores no estádio. Mas vale salientar que agressividade daquela natureza não se trata de educação acadêmica passada por educadores nas salas de aula. Trata-se tão somente de educação e valores familiares, e independe da classe social, religião e/ou condição financeira. Essa discrepância de comportamento deixou claro que o povo não está sabendo lidar com as emoções entre estar feliz com a Copa do Mundo em seu país ou revoltado com o alto custo para a realização desta. A população vem através de manifestações demonstrando um turbilhão de emoções quando gritam por melhorias nos transportes públicos, mas que também destroem os veículos que por fim usarão e destruído por eles mesmos. Manifestantes que gritam por justiça, mas que prejudicam pessoas que em nada tem a ver com suas revoltas destruindo seus patrimônios, saqueando os mais diversos comércios, demonstrando assim a falta de bom senso e norte pelo qual estão brigando. O mesmo povo que grito "Eu, sou brasileiro com muito orgulho e muito amor", alçaram suas vozes para xingar a presidente no estádio contra a copa que eles mesmo estão ajudando a manter. O povo brasileiro está demonstrando não só carência de ter com que se orgulhar, como demonstra estar de acordo com o governo que pensa, que para o povo, pão e circo o acalenta. 













domingo, 7 de abril de 2013

PSICOPATIA - As inúmeras faces de um psicopata


Por anos a fio somos bombardeados com filmes com conteúdos criminosos como drogas, gangsters e máfias, mas os que mais chamam a atenção são os de psicopatas, cuja características principais são condutas desenfreadas e homicidas. Porém infelizmente, vemos tais crimes psicopatas em nossos jornais, tornando a sociedade horrorizada com os desatinos destes criminosos.

Como diagnosticar a Psicopatia? Será que há tratamento? Psicopatia, também conhecido como, sociopatia, está classificado no CDI (Classificação Internacional de Doenças) como Transtorno de Personalidade Dissocial, caracterizado por desvio de conduta às normas sociais. Alguns são os fatores que desencadeiam estes distúrbios, tais como violência infantil, abuso sexual, agressão verbal, baixa auto-estima, isso associado as disfunções cerebrais, biológicas e predisposição genética. Um exemplo disto são os homicidas em séries, também conhecidos como serial killers, que determina um modelo para seus crimes, copiando características peculiares a partir de seu primeiro crime. Para tais crimes, ele tem uma justificativa para seus atos, tornando-os insensíveis, perversos, anulando-os de qualquer tipo de culpa e/ou remoço. Não há limites de tempo para seus atos, somente determinando o fim ao serem pegos ou mortos.

Segundo Diagnostic and Statiscal Manual of Mental Desordrs (DSM IV), alguns dos sintomas podem ser observados ainda na fase de transição criança-adolescente, por volta dos 15 anos, sendo que em se tratando das mulheres, estes sintomas ficam mais escondidos, visto que as mulheres são menos expressivas lidando com suas emoções e frustrações. Os homens, por sua vez, se fazem mais evidentes por carregarem em sua carga genética, uma grande tensão em lidar com a rejeição e frustração de qualquer natureza. E ainda que sejam anti-sociais, se fazem entender que não estão determinados a aceitar a rejeição. Os psicopatas estão sub-divididos em duas classes: a Psicopatia Comunitária ou de grau leve e a Psicopatia Anti-social ou de grau grave.

O Psicopata de grau leve é também conhecido como Psicopatia Comunitária por tratar de pessoas que  tem bom convívio em sociedade,  por manterem a aparência de boa pessoa em  lidar com a comunidade e assim, dificilmente são diagnosticadas por não apresentarem traços de violência. Pesquisas apontadas pelo DSM, descrevem-nas como pessoas dissimuladas que vivem a maior parte de suas vidas simulando bom comportamento, gentileza e generosidade. Estão circulando no meio social mentindo na maior parte de tempo se fazendo de vítimas para ter atenção, tirar vantagens diante dos outros  obtendo tudo o que deseja, sendo que sua ambição não tem limites e sem o pudor de magoar toda e qualquer pessoa. São pessoas muito inteligentes, falsas e manipuladoras, tendo êxitos profissionais por trapacear os colegas e fazem o que acham de devem fazer para chegar a onde querem. Nesse grupo, as mulheres são predominantes, ainda que   os homens deste grupo, sejam tão sutis quanto as mulheres e tenham estas mesmas características. Comumente encontra-se  psicopatas comunitários nos diversos meios sociais e profissionais, tais como no meio político, empresarial e até no âmbito familiar, iniciando o exercício de manipular logo na infância no colégio no trato com os colegas que se submetem a seus caprichos e poder de persuasão assim como para com os parentes para ter seus desejos atendidos. Quando estas pessoas são presas em atos ilícitos, normalmente ganham o apresso de outros detentos e tem suas penas reduzidas por bom comportamento por tamanho o poder de persuadir os outros de que ela é uma pessoa de boa índole e como é vítima da sociedade.

O Psicopata anti-social ou psicopata de grau grave são pessoas de natureza perversa e tem como objetivo principal causar dano físico e sofrimento às suas vítimas. Estas tem um histórico de abusos infantis, violências físicas, verbal e psicológicas e não tiveram a devida ajuda enquanto indefesa. Durante a adolescência, por volta dos 15 anos, despertam para seu lado agressivo como mecanismo de defesa e/ou vingança pelas coisas sofridas em seus passados. Normalmente são pessoas acima de qualquer suspeita, embora seja o menos sociável possível. Evitam festas, reuniões de toda e qualquer natureza e tendem a culpar o sistema e a sociedade em geral por seu sofrimento. Não admitem ter problemas e resistem receber ser ajudadas com tratamento psicológicos e psiquiátricos. Estes indivíduos criam um mundo próprio para fugirem das normas de conduta já existentes para o bom convívio com outros, e neste mundo eles ditam as regras e as consideram superior a qualquer outra que venha de encontro com as suas. Na infância foram alvos de colegas por serem mais reservados e até de conhecimento elevado. Podem ter sofrido traumas também por seus familiares, sejam de forma direta ou indireta. Guardam rancor de mágoas e usam suas lembranças como combustível para atuarem de forma agressiva, perversa seguidas vezes, revivendo seus traumas em cada um de seus crimes sejam sexuais ou não, tendo como padrão, cenas vividas. Estes sádicos podem agir em diversos momentos ou lugares, mas sempre mantendo o padrão, vivendo em sociedade sem suspender nenhuma suspeita, até que percam o controle de seus atos e deixem escapar pistas que os levem ser presos. 

Do ponto de vista da Lei, o código penal tem embasamento para julgar o psicopata, seja ele o de grau leve ou de grau grave, o indivíduo é consciente de seus atos e tem capacidade de evitar cometê-los. São julgados segundo suas ações e a gravidade de seus crimes, levando em consideração a frieza com que o cometeram, como manipularam outros se eximindo da culpa, como forjaram seus álibis e como suas vítimas foram envolvidas. O Arti. 59 do Código Penal - Decreto Lei 2848/40 reza: "O juiz, atendendo à culpabilidade, aos antecedentes, à conduta social, à personalidade do agente, aos motivos, às circunstâncias e consequências do crime, bem como ao comportamento da vítima, estabelecerá, conforme seja necessário e suficiente para reprovação e prevenção do crime." (Redação dada pela Lei nº 7.209, de 11.7.1984)

Um dos casos mais chocantes de psicopatia no Brasil é o caso de Suzane Richthofen mentora do homicídios de seus pais, Manfred Albert e Marísia Von Richthofen, que como demonstrou as investigações, manipulou os irmãos, Daniel, na época namorado e o cunhado Christian Cravinhos a cometerem os assassinatos de forma cruel, simulou sofrimento durante o enterro e após serem descobertos, demonstrou grande frieza ao descrever toda a trama. Mas o ato de manipulação característico da psicopatia  ficou evidente em 5 de abril de 2006 com a veiculação de uma entrevista concedida ao programa Fantástico onde Suzane, respondendo pelo crime em liberdade,  apareceu  junto a seu advogado e tutor Denivaldo Barni, longe de ser a Suzane que sempre foi e que todos a conheciam, trajada com roupas infantis, voz de infantil fazendo carinho a um pássaro, como uma menina indefesa. Quando o repórter perguntou o que ela sentia pelo seu já ex-namorado Daniel Cravinho, ela como uma criança de 4 anos respondeu: "Muito ódio. Muito, muito, muito. Demais. Ele destruiu minha família, ele destruiu tudo, tudo, tudo o que eu tinha de mais precioso ele tirou de mim. O que eu tinha de mais precioso...". Dada a inteligência e conhecimentos de Suzane, ficou mais que claro quão manipuladora ela é e até onde pode ir para induzir outros a pensarem sobre sua inocência. Sem que eles, ela e seu advogado percebessem, o programa flagrou ele a orientando como deveria falar e se comportar diante das câmeras, a aconselhando, inclusive, fingir choro. Após a exibição das imagens, ela foi presa, porque ficou subententido que ela poderia influenciar e atrapalhar o julgamento. E com todo esse histórico, ela junto com os irmãos Cravinhos foram condenados, sendo ela condenada a 39 anos e seis meses de reclusão e onde desde então, está psicopaticamente, simulando bom comportamento diante de outras detentas com sua maneira dócil e gentil de ser, assim como prestando serviços educacionais como professora de iglês, visando reduzir a pena e ser bem quista diante da sociedade.
Muito se discute a respeito de tratamentos para a psicopatia, e por se tratar de diversos fatores como as genéticas, socioambientais e biológicas, o tratamento pode ser com Psicoterapia, remédios que tratem diretamente com a impulsividade, antidepressivos, psicoestimulantes e neurolépticos. Também são direcionados a Terapia Cognitivo-Comportamental e Terapia Analítico-Comportamental. Mas vale ressaltar que a psicopatia não tem cura. Pode-se observar traços próprios de psicopatia como o narcisismo, falsidade, egocentrismo, impulsividade, mentiras, manipulação, intolerância ao fracasso e a rejeição, tudo isso camuflado em faces sorridentes, excessos atos de bondade, submissão e gentileza. Mas para classificar alguém como psicopata, seja de grau leve ou grave, há um conjunto de fatores e comportamentos a serem analisados, computados, pois haverá pessoas com tais características, mas que não se enquadram na psicopatia e é perigoso apontar alguém como tal. Deve-se ter cuidado e ser bastante observador, para não comprar gato por lebre, achando que tem do lado um amigo, abraçando-o com um punhal na mão.


terça-feira, 19 de março de 2013

MITOMANIA - O que é e como deve ser tratado?

Desde que o mundo é mundo, as pessoas mentem pelos mais variados motivos. Mas quando uma pessoa mente compulsivamente, como defini-la e por que isso se dá? Mentir exageradamente a ponto de perder o controle sobre as próprias mentiras chama-se Mitomania. O nome é oriundo da palavra mito, definindo  a mitomania como a criação de mitos, de história fantasiosa, fabulosas.

A ciência explica que existem dois grupos que fazem uso constante de mentiras, os psicopatas e os mitômanas. Os psicopatas sentem necessidade de mentir  para obter vantagens sobre os outros, enquanto os mitômanas mentem para sentirem-se interessantes, desejados, apreciados. A mitomania ou também conhecida pela psiquiatria como, mentira patológica, é um distúrbio de personalidade que está classificada com transtorno de personalidade, transtorno bipolar de humor, transtorno de déficit e hiperatividade. As mentiras dos mitômanas são normalmente fantasiosas dentro de suas realidades e às vezes, fora do que vivem normalmente, e começa de mentiras leves até grande mentiras, os colocando em sérios problemas em seu convívio social, familiar e profissional. 

É possível diagnosticar um mentiroso compulsivo analisando seu número de mentiras e a intensidade com que elas são contadas, podendo o mitômana convencer as pessoas que o ouvem como a elas mesmas. Muitas vezes, os mitômanos não conseguem sustentar suas mentiras e acabam por fugir de seus ouvintes, perdendo os trabalhos, abandonando os estudos e afastando-se de pessoas de seu convívio.

Há tratamento para esse distúrbio com psiquiatria e psicoterapia, estudando os problemas de cunho   pessoais na vida do mentiroso patológico, até porquê, o mitomaníaco sofre de baixa alto-estima, depressão,  de onde vem o uso excessivo das mentiras para sentir-se bem quisto. Mas  deve-se ter cautela para não se deixar enganar pelos também conhecidos, psicopatas, que mentem tão somente por prazer de enganar, para obter vantagens e causar danos às pessoas ludibriadas. Deve-se sempre observar a quem a mentira está prejudicando, a si mesmo (contador da mentira) ou ouvinte.

  

terça-feira, 20 de novembro de 2012

Hidrelétrica Belo Monte - Devastação Socioambiental

Há um grande movimento por parte de artistas e anônimos contra a construção da hidrelétrica Belo Monte, que pelo que tudo indica, será maior que o Canal do Panamá, trazendo danos irreversíveis tanto para os povos indígenas e ribeirinhos que vivem ali, como danos ambientais em escala gigantesca. O governo alega que o Belo Monte é um grande e importante investimento e  que este será uma das grandes fontes de energia elétrica do Brasil, transformando o local em um pólo de trabalho. Mas há muito a ser esclarecido para a população que será afetada por esse projeto tão pouco discutido. O que se sabe é que haverá uma inundação de pelo menos 400.000 hectares de floresta e expulsão de mais 40.000 indígenas e populações locais, destruindo toda cultura local e inúmeras espécies. 

O Governo coloca o Belo Monte como grande meio de produção de energia elétrica pela sua infraestrutura, insistindo que irá sanar os déficits de energia a médio e longo prazo. Mas o fato é que ela não tem condições de atender as necessidades elétricas do país e por  isso, criarão outras hidrelétricas, devastando  toda  região que sobreviver a implantação do Belo Monte. Há também conflitos de interesse sinalizados  na construção da hidrelétrica,  pois o consócio que está responsável pela construção, NESA (Norte Energia S.A.),  é composto, em sua grande maioria, por empresas do governo e o IBAMA, instituto responsável pela fiscalização da construção,  também é uma instituição do governo, o que não o que possibilita criar mecanismos para autorizar a construção, ainda que artifícios irregulares. 

A verdade é que Belo Monte de belo não tem nada, pois trata-se da desconstrução da vida, destruição dos direitos humanos, direito de viver segundo seus costumes, além da destruição da fauna e flora. Fala-se muito  de desenvolvimento para a região, mas que desenvolvimento é esse que dizima  toda estrutura local, deixando povos desnorteados? Está declarado uma guerra não só das instituições  de preservação do meio ambiente, mas dos inúmeros de povos indígenas que já declararam guerra de cunho físico. O procurador da República do Estado do Pará, Felício Pontes já detectou inúmeras falhas nessa construção. Um exemplo desses erros é que a Constituição Federal é bem clara quando diz que antes de construir todo e qualquer projeto em terras indígenas, tais projetos deverão ser considerados com os povos afetados e chegar-se a uma conclusão viável para todos os interessados. A construção do Belo Monte foi autorizado sem nunca ter ouvido um grupo indígena. Outro fator a ser levado em consideração é que a região por si só tem um grande histórico de violência por parte de fazendeiros, poceiros, grileiros além de violência sexual, com baixas taxas de punições para com os agressores. Em geral, em canteiros de obras dessa natureza, mulheres são levadas a serem exploradas sexualmente, proliferando inclusive a prostituição infantil.

As perguntas que seguem são: Se não houvesse o rio Xingu, que alternativas o governo criaria para resolver os problemas do consumo de energia elétrica? Será que o preço a ser pago a médio e longo prazo não será alto demais, visto ter danos irreversíveis?  Será que se fosse uma ação de adversários políticos, o governo não estariam  usando tal projeto como arma para se promoverem? Será mesmo que os fins justificam os meios já citados acima?

Um país como o Brasil tão rico em requisitos ambientais, está deixando uma marca de devastação socioambiental como jamais se ouviu falar na história do país. A construção já foi autorizada, os danos já foram calculados, ainda que o saldo a ser pago seja alto demais e compartilhado por toda sociedade  brasileira que ainda não se deu conta de quão caro será o preço.  
"O que mais surpreende é o homem, pois perde saúde para juntar dinheiro, depois perde dinheiro para recuperar a saúde. Vive pensando ansiosamente no futuro, de tal forma que acaba por não viver nem o presente, nem o futuro. Vive como se nunca fosse morrer e morre como se nunca tivesse vivido." (Dalai Lama)

Site que aborda o assunto Belo Monte: www.movimentogotadagua.com.br/


domingo, 13 de maio de 2012

Alexandre Pires acusado de racismo - O que se ver, Gorila ou Unicórnio?

O novo clipe de Alexandre Pires, Kong, está gerando polêmica. O cantos foi acusado pelo crime de racismo junto a Procuradoria Geral da República em Uberlândia, Minas Gerais. O ouvidor nacional da igualdade racial, Carlos Alberto da Silva Junior, fez a denúncia alegando se tratar de crime de racismo por ter  negros vestidos de gorilas, colocando os negros “numa condição inferior  por não se desenvolver a ponto de torna-se humano”.  O clipe mostra gorilas invadindo uma festa na piscina cheia de mulheres de biquines, e estas, juntos ao cantor Alexandre, o jogador Neymar e o Mc Catra, cantam e dança a música, cujo o refrão cita: “E é no pelo do macaco que o bicho vai pegar”. Outra acusação que  cantor está sofrendo é de sexismo,  por demonstrar em seu clipe, mulheres de biquines, tratando-as mulheres como símbolo sexual. As perguntas que se seguem, são: Onde está o conteúdo racista nesses clipe? Em homens negros se vestindo de gorilas, sabendo-se que Kong é o nome da música? No refrão que diz: "É no pelo do macaco que o bicho vai pegar", ainda que Kong seja um gorila? As mulheres estão sendo tratadas como símbolos sexuais por estarem de biquines, mesmo o  clipe se tratando numa festa a beira da piscina? Será que se esse mesmo clipe foi realizado por um cantor branco, vestido de gorila, sendo todos os participantes brancos, não teria sofrido essa mesma denúncia? Porque o cantor Alexandre Pires já gravou inúmeros clipes onde aparecem mulheres de biquines, ou em situações de conotação sensuais, sendo estas, todas brancas e nem por isso fora taxado de racista. Será que não se poderá mais usar a palavra “macaco”  em músicas para não ser associado aos negros?

Bem, tantas indagações me faz pensar:  será que não estão sendo vistos  unicórnios voando por aí, sendo que temos tantas outras coisas importantes para pensarmos e dialogarmos? Porque até onde se conhece, as músicas em geral, tem seu fundo sensual, e a mulher sempre é o alvo da conquista. Se isso for levado em consideração,  muitos cantores e compositores deverão ser denunciados,  por preconceito de toda e qualquer natureza. O que dizer dos pagodes baianos, funks cariocas e sambas paulistas? Será que não é a velha o ressurreição da censura? Devemos ter cuidado em não nos prendermos em discursos febris,  perdendo o foco,  que é aplicar a Lei em que de fato comete o crime de preconceito racial, porque a Lei está aí para ser aplicada e punir, de fato, os  agressores racistas,  e não a todo aquele que ousar usar as palavras  preto, negro, ou nego, e assim, nos sentirmos ofendidos com algo que não foi intencionado a nos atingir.







terça-feira, 1 de maio de 2012

NOVO CÓDIGO FLORESTAL- Quem será beneficiado e quem será prejudicado?

O novo Código Florestal, aprovado pela Câmara dos Deputados, dia 25 de abril, é uma afronta a nós brasileiros  e a  Legislação Ambiental do país.  O novo código isenta os agricultores da responsabilidade de reflorestar áreas por estes devastadas, anistiando desmatamento ilegal em áreas de preservação e incentivando novos desmatamentos ilegais, tudo isso, em prol de lavouras localizadas ás margens dos rios, sendo estes rios estreitos ou largos.

O Código Florestal foi  alterando artigos  de poucas melhorias, para incentivar desmatamentos em nascentes e de produção hídricas,  causando catastróficos impactos ambientais, prejudicando  as populações ribeirinhas, assim como toda nação brasileira, que ainda não se deu conta o quão  importante é interação concernente ao assunto em questão.  Tais mudanças no código Florestal causou grande  indignação ao Comitê Brasil em Defesa da Floresta e do Desenvolvimento Sustentável,  composta por mais de 200 instituições que trabalham no intuito da preservação do meio ambiente.


Há quem alegue que com estas novas medidas, salva culturas agrícolas ameaçadas, caso  os agricultores sejam  obrigados a replantar as áreas que devem ser reflorestada  às margens do rio, e salientam que isso causaria o encarecimento de nossos produtos agrícolas. Vale ressaltar que tais  alegações, não tem se quer, embasamento científico. No entanto, nada foi dito sobre os impactos causados, há anos, por essas atividades ilegais e irresponsáveis à conivência da lei. Outra coisa a ser levada em consideração é que muitos que aprovaram estes novos artigos são  proprietários  que praticam tais atos ilícitos e/ou que tem familiares nesse ramos  e em tais propriedades.


Antes a presidenta  Dilma autorizou uma das maiores catástrofes ambientais no Brasil,  autorizando construção do Belo Monte, que de belo  não tem nada,  visto que irá desequilibrar toda a fauna e flora, despovoando mais de 40 mil índios de suas terras e porque não dizer, aniquilando sua cultura. Sendo assim, não será de grande surpresa se a presidenta Dilma sancionar o novo Código Florestal e mais uma vez,  desfizer o que fora proposto por ela com a não anistia para estes crimes ambientais, a redução de áreas de preservação como negar incentivo para tais práticas criminosas. Nas eleições para presidente, o PT  trouxe a proposta de preservar ao máximo o meio ambiente e nossos recursos naturais, antes mal explorados por governos anteriores, criando inclusive o PT Ambiental.  Hoje, o que se observa da presidência é a preferência pela minoria capitalista e preterindo a maioria prejudicada por toda essa devastação ambiental.  Vale ressaltar que a maioria citada são todos que os habitantes desse planeta, pelas próximas gerações. 


Esperamos que a presidenta Dilma Rousseff  tenha consciência e vete esse código é caracterizado como um retrocesso a Legislação Ambiental do Brasil, que deveria ser  referência sobre a preservação do meio ambiente,  está dando o  maior  mal exemplo, se colocando como um dos países que estão levando em consideração os interesses econômicos de uns em detrimento do bem estar ambiental e da nação.  



domingo, 25 de setembro de 2011

Cesare Battisti - Madre Italia, Padre Brasile


E 'più che dimostrato che il Brasile è il paese dell'impunità perché aveva concesso l'asilo politico, Cesare Battisti, condannato in contumacia (ovvero senza la presenza dello stesso) da parte del governo italiano per i reati di omicidio di quattro persone, furto e il terrorismo, anche se il terrorismo non è esplicito nella legge italiana come reato. Come se ciò non fosse molto proteggere di essere condennato dei crimini commessi nel loro paese d'origine, l'Italia, il governo brasiliano ha ora concesso difinite libertà e di soggiorno, così da poter avere una vita normale dopo disturbarer le vite di quattro famiglie vittime dei crimini. La imagem. L'unica, immagine há è ancora una altra volta, Cesare è sorvegliato dal "Padre Brasile", tutto perchè a sua "Madre Italia" vuole punire lui per i suoi errori. Questo non viene compresivo perche il Brasile non è buono come "padre" di suo figli brasiliani, lasciando i propri figli la mancanza dei diritti fondamentali. Ma perché aspettare di un paese senza leggi rispondere e rispetare alle leggi di altri paesi? Perché aspettare l'estradizione di un politico condannato che hai storia politica simile al attuale governo brasiliano? Tutto indica che questa protezione è un residuo della storia dei anni '60 a fine degli anni '70, una politica radice esquerdita, una continuazione di idee che non rientrano più nel contesto attuale, in considerazione del fatto, l'ex prigionieri politici raggiungere la più alta carica di questo paese tra cui l'ex presidente Luis Inacio Lula da Silva e l'attuale presidente Dilma Husseff?

Parliamo della paternità di Brasile com il loro "figli" brasiiani e come essi sono vittime della impunità delle "leggi" brasiliane. Un caso chiaro è casi di Pimenta Neves e Sandra Gomides. L'ex giornalista Pimenta Neves, ucciso la sua ex-fidanzata e anche un giornalista Sandra Gomides, 30 anni più giovane di lui per non accettare la cessazione del fidanzamento.Il delitto avvenne nel anno 2000, e anche se l'imputato ha confessato, è stato processato e condannato nel 2006 a 19 anni di carcere, e dupo ridotti a 15 anni. Si scopre che la data del processo per qui, lui è mai stato catturato con la funzione della legge e utilizzando questi lunghi sei anni e vive nella culla di impunità, e solo ora il STF (Supremo Tribunale Federale) ha ordinato il suo arresto immediato. La ministra Ellen Gracie stesso ha ammesso che questo era un caso difficile da spiegare all'estero, perché c'è stato un delitto, c'è stata una confessato criminale, un processo penale ed era ancora libero, vivendo come un uomo senza crimine.

Un altro caso è il più recente è caso della avvocata Mercia Nakashima uccisa del ex fidanzato, Mizael Bispo dos Santos, avvocato, partner in uno studio legale, anche ed ex agente di polizia. Mizael, ora è un fuggitivo dopo che la polizia trovare diverse tracce dela partecipazione al crimini di omicidio e occultamento di un corpo. Mizael arruolato l'aiuto di Evandro Bezerra da Silva, di venirvi a prendere alla diga dupo di nascondere il corpo di Mercia nella sua macchina alla diga della città di Nazaré Paulista, São Paulo. Nominato come il primo sospettato, Mizael era stato interrogato e sono sempre a dire essere innocente, avuto il tempo di progettare la sua fuga dopo la testimonianza di un pescatore che sostiene di aver visto una donna che grida da dentro una macchina e una persona Mizael) spingendo per la diga, e la loro complicità Evandro, che ora è bloccato (forse perché non è un avvocato) e il principale criminale in fuga. Questi casi sono solo due delle migliaia che il Brasile porta con impunità, in cui persone innocenti sono intrappolati nelle loro case ed i criminali liberi per le strade.

Ma il Brasile non è solo stato un paese dell'impunità, anche è un paese senza memoria. Perché? Perché lui, il Brasile, è estato nella estessa situazione della Itália, quando richiesto da latro paese l'estradizione loro criminali, li hanno trasferiti e condannati. Ma sono i suoi diritti di cui sopra i diritti d'Italia? Un esempio è il caso della ex chirurgo plastico Hosmany Ramos, condannato a 47 anni di carcere per i estessi crimini di Cesare Batistti come il furto, omicido, rapimenti, tra gli altri. La differenza per questo esempio è quello di Cesare Battisti è che Hosmany anche processato e condannato, fu debitamente arrestato, anche se più volte di fuggire, l'ultimo volo nel 2008 in Islanda, nel tentativo di fuggire in Canada con il passaporto di suo fratello. Dal 2008 dopo il suo arresto, il governo brasiliano ha chiesto l'estradizione di Hosmany al governo islandez, che richiesta è stata accolta nel 2010 ed è stato subito portato in un carcere a Sâo Paulo. Hosmany stato deportato come richiesto dalla giustizia brasiliana, la giustizia che ora appare ingiusto per la giustizia italiana, negando l'Italia il diritto di condannare Cesare Battisti, la sua criminale, già processato e condannato, a pagare per i loro crimini, che il deceifou vite di quattro persone e mutilati quattro famiglie. 

Facendo una piccola ricerca nella Costituzione brasiliana, la legge dice che il Brasile deve estradare qualsiasi persona che commette un crimine nel loro paese di origine, e questo crimine è anche essere crimine in Brasile. E perché ora questa reazione contro l'Italia, se il estesso artid la Costituzione Brasiliana gli dà il diritto di estradizione di Cesare? Perché è il Brasile protegge così questo criminale, anche se sostiene di innocenza, non è mai estato nel paese a dimostrare il contrario? Perché difendere un uomo che non mai nascosto che fuori armati disposti a uccidere e morire per difendere le loro idee? Non è Cesare colpevole come Hosmany Ramos, criminale brasiliano deportato a pagare per i loro crimini in prigione? Non è Cesare anche colpevole come i torturatori durante il regime militare che torturato e ucciso molti in nome delle loro idee, le loro vittime sono l'ex presidente Lula e attuale presidenta, DilmaRousseff? 


Rifiutando l'estradizione di Cesare Battiste a pagare per i loro crimini come dovrebbero, il Brasile ha aperto le braccia per un uomo con una storia di vita vergognosa e chiuse la porta a un paese intero, la cui storia è di amicizia e di alleanza. Chiuse la porta ai suoi figli anche persone che vivono in Italia e che potrebbero subire conseguenze importanti per questo comportamento del governo brasiliano contra l”Italia, e può danneggiare coloro che vogliono conoscere il paese. Ruppe con anni di collaborazione, la cui storia è ritratto nella bellissima canzone Mia Gioconda. Per un paese che mi ha dato la Coppa del Mondo 2014 e le Olimpiadi nel 2016, questa decisione dimostra che il Brasile non ha alcun trattamento di amicizia e rispetto ad altri paesi. 







Cesare Battisti - Mãe Itália, Pai Brasil



Está mais do que provado que o Brasil é o país da impunidade por já ter concedido azilo político ao criminoso político, Cesare Battisti, julgado (à revelia) e condenado pelo governo italiano, pelos crimes de homicídio de quatro pessoas, roubo e terrorismo, embora terrorismo não esteja explícito na legislação italiana como crime. Como se fosse pouco protegê-lo de ser condenado pelos crimes crimes que cometeu em seus país de origem, Itália, o governo brasileiro agora concedeu liberdade e permanência difinitiva para que ele possa ter uma vida normal, mesmo depois de desistruturar a vida as quatro famílias das vítimas. O que configura aqui é que ele está sobre os braços gentil de seu “Pai Brasil”, já que sua “Mãe Itália” deseja-lhe punir pelos seus erros, o que não é compreeensivo, visto que o Brasil como “pai” deixa a desejar para com seus próprios filhos brasileiros privados dos direitos concedido ao “filho bastado”, Cesare Battitsti. Mas por quê esperar que um país “sem leis” atenda às leis de outros países? Porque esperar das autoridades brasileiras a extradição de um condenado político cujo o histórico de vida política se assemelha com o que estão no governo e também tiveram sua luta armada em prol da classe operária, e que foram presos e torturados? Tudo indica essa proteção a cerca de Cesare é sim um resquício da história brasileira nas décadas de 60 ao final dos anos 70, uma ramificação política esquerdita e uma contínuação de ideias que já não cabem no contexto atual, haja visto, que ex-presos políticos alcançaram o posto maior no país, a presidência, como o ex-presidente Luis Inácio Lula da Silva e a atual presidenta, Dilma Husseff.

Falemos então da paternidade do Brasil para com os seus “filhos” brasileiros e como estes são vítimas da impunidade das “leis” brasileiras. Um caso nítido e recente é o caso de Pimenta Neves e Sandra Gomides. O ex-jornalista Pimenta Neves, assassinou a ex-namorada e também jornalista Sandra Gomide, 30 anos mais nova que ele por não aceitar o término do relacionamento. O crime ocorreu em 2000, e apesar de ser réu confesso, só foi julgado e condenado em 2006 a 19 anos de prisão, sendo reduzido a 15 anos. Acontece que da data do julgamento para cá, ele nunca esteve preso fazendo uso dos recurso da lei, recorrendo nestes longos seis anos e vivendo no berço da impunidade, sendo que, só agora o STF(Superior Tribunal Federal) determinou sua prisão imediata. A própria ministra Ellen Gracie admitiu que este era um caso difícil de se explicar no exterior, porque havia um crime, havia um criminoso confesso, um julgamento e o criminoso ainda estava livre, vivendo como um homem sem delito.

Outro caso ainda mais recente é o caso da advogada Mércia Nakashima morta pelo ex-namorado e sócio em um escritório de advocacia, o também advogado e ex-policial, Mizael Bispo dos Souza, que hoje se encontra foragido depois de a polícia encontrar vários vestígios de sua participação nos crimes de ssassinato e ocultação de cadáver. Mizael contou com a ajuda de Evandro Bezerra da Silva, para ir buscá-lo na represa depois esconder o corpo de Mércia em seu carro na represa da cidade de Nazaré Paulista, interior de São Paulo. Apontado como principal suspeito, Mizael fora interrogado e sempre se mostrando inocente, teve tempo para arquitetar sua fuga após depoimento de um pescador, que afirmar ter visto uma mulher gritando de dentro de um carro e uma pessoa o empurrando para a represa. O próprio cúmplice de Mizael, Evandro, que hoje está preso (talvez por não ser advogado) confessou sua participação em pegá-lo após a execução do rime. Estes são apenas dois casos dos milhares que o Brasil carrega impunimente, onde inocentes estão presos em suas casas e os criminosos livres pelas ruas.

Mas seria o Brasil só o país da impunidade? E o que dizer do Brasil ser, também, um país sem memórias e dissimulado? Por quê? Pelo fato de ele, o Brasil, se encontrar no lugar da Itália quando solicitou de outros países a extradição de seus criminosos, os tê-los jugado e condenados. Mas por quê seus direitos estão acima dos direitos da Itália? Um exemplo disso é o caso do ex-cirurgião plástico Hosmany Ramos, acusado e condenado a 47 anos de prisão pelos mesmos crimes de Cesare Batistti como roubo, morte, sequestro, dentre outros. A diferença neste exemplo para o de Cesare Battisti é que Hosmany além de julgado e condenado, foi devidamente preso, apesar de fugir diversas vezes, sendo a última fuga em 2008 na Islândia, tentando fugir para o Canadá usando o passaporte de seu irmão. Desde 2008 após a sua prisão, o governo solicitou a extradição de Hosmany ao governo islandez, que teve seu pedido atendido em 2010 e foi imediatamente direcionado a um presídio no interior paulista. Hosmany fora deportado como foi solicitado pela justiça brasileira, justiça esta que agora se mostra injusta para com a justiça italiana ao negar à Itália o direito de condenar Cesare Battisti, seu criminoso, já julgado e condenado, a pagar pelos seus crimes, que deceifou a vida de quatro pessoas e mutilou quatro famílias.

Fazendo uma breve pesquisa na Constituição Brasileira, reza a Lei que o Brasil deve extraditar todo e qualquer pessoa que comete crime em seu país de origem, sendo esses crimes ser delito também no Brasil. E porquê agora essa reação para com a Itália, cujo o próprio artido da Constituição Brasileira, lhe resguarda o direito a extradição de Cesare? Por quê o Brasil protege tanto este criminoso, que embora alegue inocência, nunca ficou no país para provar o contrário? Por quê defender um homem que nunca escondeu que saia armado disposto a matar e morrer no intúito de defender seus ideias? Não seria Cesare tão culpado quanto o criminoso Hosmany Ramos deporto para pagar pelos seus crimes numa prisão? Não seria Cesare tão culpado quanto os algozes que durante o regime militar, torturaram e mataram muitos em nome de seus ideias, sendo suas vítimas o ex-presidente Lula e a atual presidenta Dilma?

Ao recusar a extradição de Cesare Battiste para pagar pelos seus crimes como é devido, o Brasil abriu os braços para um homem com um histórico de vida sujo e fechou as portas para todo um país, cujo o histórico é de companherismo e aliança. Fechou a porta também para seu filhos brasileiros residentes na Itália e que podem sofrer grandes consequências para permanecer com sua vida normal, assim como pode prejudicar aos que desejam conhecer o país. Rompeu com anos de parceria, cuja a história é retratada na canção Mia Gioconda. Para um país que cediará a Copa de 2014 e as Olimpíadas em 2016, esta decisão prova que o Brasil não tem tratos de amizade e respeito para com outros países.























segunda-feira, 29 de agosto de 2011

Drogas - Por quê descriminá-las?


Está-se discutindo a legalização do uso da maconha, e dos adeptos a legalização está o líder do PT na câmara dos deputados, Paulo Texeira, assim como o ex-presidente da república Fernando Henrique Cardoso que em entrevista recente ao programa Fantástico se colocou que a a favor da descriminalização do uso de drogas e da legalização do uso da maconha, colocando como benéfica tanto para os usuários como para o próprio governo, a bem dizer, o poder de segurança pública. Segundo o ex-presidente, ele próprio fez uma pesquisa de campo em países europeus como na Holanda, onde a maconha é vendida e consumida livremente com o controle rígido do governo.

Fernando Henrique, dentre outros militantes à descriminalização da maconha, acreditam que regularizando seu uso, haverá maior controle de onde seria comercializado, por quem seria comercializado e o seu consumo. Vale lembrar que a pouco mais de um ano, o Brasil alternou a penalização de prisão para penas alternativas para o usuário, e que pequenos traficantes, tentam fazer uso desse artigo para fugirem da punição criminal. O que está sendo ressaltado é onde será vendido com o controle do geverno, que em vez de serem por traficantes, seria por meras tabacarias, tentando minar a figura do traficante e minar o interesse dos jovens e adolescentes, haja vistonão ser mais proibido. Mas esta lógica se deu, devido a ele, Fernando Henrique junto com outros presidentes e ex-presidentes admitirem que falharam no combate ao tráfico de drogas.

Mas o que dizer dessa livre comercialização aqui no Brasil, onde o índice de crimes ligados direta ou indiretamente com o uso de drogas, são alarmantes, tornando o Brasil no ranck de o terceiro país com o maior de violência e consumo de drogas? Seria possível minar a figura do traficante, visto que ele deixaria de ser pessoa principal a comercializar a maconha, mas que também vende outras drogas, ainda mais nocivas como a cocaína e o craque? Estimá-se que mais de 250 milhões de pessoas são usuários de drogas, começando sempre pela maconha e depois partindo para as demais drogas mais pesadas. A Secretária de Segurança Pública de todo o país registra que mais de 80% dos crimes está ligados ao uso de drogas como o caso chocante do ex-universitário Gustavo de Macedo Napolitano de 22 anos, que em novembro de 2002, matou a própria avó de 73 anos e sua empregada doméstica a facadas porque ela se negou a dar dinheiro para ele comprar drogas. Outro caso em 2008 foi do neto de 20 que matou a avó de 81 anos porque ela não aceitava o envolvimento dele com as drogas. Pergunta-se porque descriminar a maconha que torna seu dependente uma pessoa psicótica, incapaz de reconhecer o afeto de seus entes queridos e o faz cometer crimes ediondos? Porquê Fernando Henrique aprova a descrminação das drogas se ele mesmo afirma em seu vídeo, O Tabu, que usuários de drogas desejam deixar o vício por fazerem mau a sí como a sua família?

Diante de tais fatos, como dizer que a maconha é uma droga de efeito leve se o “prazer” momentâneo que ela passa para o usuário o torna dependente e o leva a esperimentar drogas mais pesadas e de efeitos ainda mais avaçalador? Como dizer que a maconha é uma droga de dependência leve, se ela torna seu usuário inerte, aponto de abandonar o emprego, as saídas com os amigos, os eventos familiares e depois cometer crimes de natureza hedionda para sustentar seu vício? As pessoas fazem escolhas e a única chance de escolha é a primeira antes de fazer o primeiro contato com as drogas. Depois desse primeiro contato, perde-se o direito de escolha por ficarem prisioneiras pelo resto de suas vidas, e ainda que deixem de serem usuários, os dependentes químicos é um eterno prisioneiro, lidando diariamente com uma ádua luta para não voltar a consumir drogas, sejam as legais como o fumo de cigarros e consumo de bebidas alcoólicas, como as ilícitas. A discursão para descriminar o uso da maconha tem como militantes, usuários que não pararam para analizar que a maconha é a porta de entrada para as demais drogas, que diga-se de passagem, são as mais pesadas, com efeitos ainda mais destrutivos e de dependência mais acelerada, dependência essa que leva o indivíduo a cometer crimes antes por eles, inpensáveis. Deixa-se de pensar nos efeitos destrutivos também às famílias que também são afetadas e vivem as tormentas de ficarem prisioneiras de sofrerem por verem a degradação de seu parente dependente químico, do eterno medo de suas reações agressivas que passam a ter depois que se tornam viciados, do misto de sentimentos de culpa, pena e raiva; das inúmeras financeiras quando passam a ser roubados diariamente pelos dependente químicos; da tristeza e da expectativa de ficarem sem notícias de seu familiar que ficam dias até meses sem dá notícias, quando não ficam na expectatica de receberem a notícia de estão mortos por taficantes ou por hoverdose.

Vale-se perguntar: se com a restrição do uso da maconha o índice de crimes associados ao consumo de drogas são alarmantes, o quanto não vai aumentar depois de sua liberação? Descriminando o uso da maconha ao desejo dos usuários com suas marchas e propagadas, não devemos esperar que num futuro próximo, o governo libere também o uso do craque, cocaína, dentre outras ainda mais nocivas? Por que lutar para descriminar a maconha baseados em pesquisas realizadas em países de culturas, históricos de violência e de estruturação de política segurança pública e de saúde tão diferentes da realidade que se encontra no Brasil? Por quê não perguntar o que pensam os familiares dos dependentes químicos que tem suas vidas devastadas tanto quanto de seu familiar viciado e que não encontra serviços de apoio no SUS (Sistema Ùnico de Saúde)?

Marchar em prol do uso liberado da maconha onde reune milhões de pessoas, por marcha. Enquanto uma marcha realizada em São Paulo contra a descriminação da maconho só reuniu 850 pessoas. Pergunte-se: em qual dos grupos eu me enquadro? Em quais exeplos quero me encontrar no futuro: de um usuário eternamente dependente sem o direito de escolha, inclusive da escolha a não usá-la mais, destruindo a paz psicológioca e física de minha família, ou quero me encontrar no grupo daqueles que se mantém no controle da sua vida, que vive a paz e a liberdade de fazer escolhas, de ser bem quisto pelas pessoas e que sabe que uma vez esperimentando, o risco de ficar prisioneiro a esse mal do século será por tempo indefinido? É válido comparar as drogas em geral, sejam as ilícitas e lícitas, com um vírus mortal que quando se instala na corrente sanguínea de uma pessoa, provoca falências em todos os órgãos, de forma gradativa e muito sofrida, destruindo tanto o doente como a sua família.



Links de Grupos de Apoio:

Amor Exigente http://www.amorexigente.org.br/

Grupos Familiares Al-Anon http://www.al-anon.org.br/

Alcoólicos Anônimos http://www.alcoolicosanonimos.org.br/

Narcóticos Anônimos http://www.na.org.br/portal/










domingo, 17 de julho de 2011

A queda dos titãs - Brasil e Argentina.


E deu zebra. Mas nem sei se é justo dizer isso, porquê além de parecer prepotência, parece também falta de respeito para com as seleções que merecidamente venceram abateram as então favoritas, Brasil e Argentina. Temos que nos atentar que as coisas mudaram, e muito. Devemos parar de esperar da atual seleção brasileira o que já tivemos um dia, nas épocas de Pelé e Maradona, porque estas épocas, os jogadores de futebol eram tão simplesmente jogadores de futebol e não meros vendedores de shampoos, produtos alimentícios, dentre outros. Naquela velha e boa época, valia-se apena assistir aos jogos porque estes jogavam tão somente por amor à camisa, por amor a sua nação, que por sua vez, ficavam em seus países na torcida, mas que se faziam presentes nos campos com eles. Nas décadas de 60, 70 e 80 era uma honra ser convocados e representar o país. Hoje, só de vestirem as camisas, ganham infinitamente mais e por estas e outras, não se dão o trabalho nem de batalhar para nos trazer as taças. Hoje para eles, honra é serem comprados por times europeus, esquecendo-se que as vezes sofrem todo tipo de discriminação, a distância da família e dos amigos com quem cresceram e desenvolveram seu futebol. O que eu sempre digo e insistirei em dizer é que falta, sim, amor à camisa, porque amor ao dinheiro não lhes faltam, haja visto que ganham muito, jogando ou não, bastando gravarem uma simples propaganda. Do jeito em que nos encontramos, acho que vale apena convocar os vovôs da seleção tipo Pelé, Zico, Junior, Falcão, dentre outros que deixaram seus nomes marcados na história, e que não ganharam as boladas que os de hoje ganham. Se vacilar, eles darão um banho na galerinha de hoje. Por estes motivos as outras seleções antes consideradas não favoritas, venceram com mérito e louvor, e suas torcidas devem sim, se orgulharem de terem derrotado os então favoritos Brasil e Argentina. Só espero que na Copa de 2014, não soframos com total desdém, porque por pior que eles sejam, a nação sempre tem fé que a seleção dará um espetáculo e sempre se entrega de corpo e alma. E vale ressaltar que a nação pára literalmente falando para assistir cada partida, e espero que eles façam por merecer total devoção. Além de torcermos para seleção, deveremos torcer também para que a seleção não nos dê motivos para trocarmos o nome de Seleção Canarinho para Seleção Zebrinha.

segunda-feira, 4 de julho de 2011

O que está por trás do asilo político concedido a Cesare Battisti pelo governo brasileiro?


Cesare Battisti, italiano de 54 anos, foi militante do grupo Proletariado Armado pelo Comunismo pelos crimes de terrorismo e homicídio foi condenado a prisão perpétua, em um julgamento que diz-se que foi à revelia (sem a presença do mesmo). A princípio o governo brasileiro foi felicitado por sua atuação ao prendê-lo. No entanto, tamanha admiração transformou-se em decepção, quando o Ministro da justiça brasileira Tarso Genro, com apoio do presidente Lula e outros parlamentares de lideranças da sociedade civil e Secretaria de Direitos Humanos (PT, PSOL, PV, PcdoB) concedeu a Battiste, refúgio político, alegando tratar-se de uma injustiça feita a Cesare por um julgamento em sua ausência e sem provas concretas.
Segundo a Constituição e Legislação ordinária brasileira em convenção da ONU de 1951 sobre os refugiados, o Brasil tem autonomia para ceder asilo político, fazendo uso de alegações como perceguição política, religiosa e racial. No caso de Cesare Battiste, este alega não ter participado dos crimes de homicídios de quatro pessoas, sendo estas: Antônio Santoro, agente penitenciário (78); Pierluigi Torregiane (79); Lino Sabadin, açougueiro (79); e Andrea Campagna, agente policial (79). Todos estes crimes foram atribuídos a Cesare por um ex-militante do PAC (Proletariado Armado pelo Comunismo), Pietro Mutti, que optou pela delação premiada (benefícios concedidos em troca de entregar seus companheiros). E desde então, Cesare foi asilar-se na França, que também, em troca de benefícios comerciais, o entregaria ao governo italiano, o que o levou a esconder-se aqui no Brasil, e onde ficou escondido até o dia 18 de março de 2008.
A decisão de ceder asilo político a Cesare está causando grandes transtornos ao governo italiano que entende tal atitude como ofensa e desrespeito às famílias das vítimas dos assassinados pelo PAC, assim como desrespeito à nação que o julgou e condenou. Segundo o presidente da Itália, Gorgio Napolitano, e seu Ministro da Defesa italiana, Ignacio La Russa, a relação entre Brasil e Itália não será mais a mesma e que tal decisão não terá grandes conseqüências libertando um homicida como Battisti. Aproveitando a exibição do filme “Natale a Rio” (comédia ambientada no Rio de Janeiro), La Russa desabafou: "Saibam, os que vão ao cinema hoje ver 'Natale a Rio', que no Brasil poderão encontrar nas praias um terrorista assassino passeando livre por vontade das autoridades brasileiras".
Eis uma situação delicada, no qual o Brasil está se envolvendo e que está trazendo opiniões diversas. De um lado há quem apóie o presidente Lula refugiando um ex-membro do partido do proletariados, julgado indecentemente; do outro, há quem o critique, dizendo ser imoral o presidente de uma nação impedir outra de julgar alguém que causou dano a seu país.
Eu me pergunto: por que o presidente Lula e seus parlamentares envolvidos em Direitos Humanos dispõem seu apoio a um homem, cujo o histórico, há inúmeras prisões por delitos (assaltos, roubos, dente outros), este, fazendo parte de um grupo armado (o que me leva a crer que este membro poderia, sim, atuar armado, disposto a matar e morrer por suas convicções políticas), deixando uma criança paraplégica? Onde estão, estes mesmos membros do Direitos Humanos que não aparecem para apoiar mães, pais, filhos que perderam seus ente-queridos nas guerras civis brasileiras realizadas diariamente entre policiais e traficantes? Onde estão os líderes dos Direitos Humanos que não vêem brigar pelo direito instituídos, somente na Constituição de crianças e jovens, os deixando à sua própria sorte? Por quê não permitir uma nação de julgar, condenar e defender os seus, pelos seus atos, sofrendo suas conseqüências, sob suas leis? Será que porque aqui não há lei, visto ser uma lei arcaica e que não comporta aos crimes hediondos praticados a toda nata desta sociedade mascara e vaidosa? Lei essa, onde a pena máxima é de 30 anos, mas que utilizando as brechas que a própria “lei” impunha, os criminosos não permanecem nem 15 anos, e que nas penitenciárias, não os tornam criminosos penitentes de seus crimes, e sim, os transformam e os educam a serem monstros em uma sociedades refém do medo. Ou talvez seja porque o PAC (Proletariados Armados pelo Comunismo) seja uma ramificação do partido do presidente Lula (PT), e outros partidos como PSOL, PV, PcdoB? Está justiça que o presidente alega está fazendo a Cesare seria ao indivíduo Cesare Battisti ou a um histórico político semelhante ao seu? Vale apena destruir a relação constituída com a Itália, um país europeu, que até agora só apoiou o Brasil em troca de uma paixão de ideais que o próprio presidente não pode arcar enquanto Presidente da República?

Qual è l'interesse del governo brasiliano nel concedere asilo politico a Cesare Battisti?



Cesare Battisti, italiano di 54 anni, è stato un militante del PAC (Proletari Armati per il Comunismo). E’ stato condannato in contumacia (ovvero senza la presenza dello stesso) all'ergastolo per i reati di terrorismo e omicidio. In un primo momento il governo brasiliano ha ricevuto un plauso per averlo arrestato. Tuttavia tale ammirazione si è tramutata in delusione quando il Ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, con il sostegno del presidente Lula e degli altri leader parlamentari della società civile e della Segreteria dei Diritti Umani (PT, PSOL, PV, PcdoB), ha concesso a Battisti l’asilo politico, sostenendo che si è trattata di una ingiustizia fatta a Cesare in un processo senza la sua presenza e senza prove concrete.
Secondo la Costituzione e la legislazione ordinaria in Brasile nella Convenzione del 1951 delle Nazioni Unite sui rifugiati, il Brasile ha l'autonomia concedere asilo politico facendo uso di motivazioni politiche, religiose e razziali. Nel caso di Cesare Battisti, egli sostiene di non aver partecipato ai crimini di omicidio di quattro persone, tra questi: Antonio Santoro, maresciallo della polizia penitenziaria (‘78), Pierluigi Torregiani, gioielliere (‘79), Lino Sabaddin, macellaio (‘79), e Andrea Campagna, agente della DIGOS (‘79). Tutti questi crimini sono stati attribuiti a Cesare da un ex militante del PAC, Pietro Mutti, che avrebbe accusato il compagno per garantirsi gli sconti di pena concessi dalla legge speciale antiterrorismo italiana. E da allora, Cesare fuggì in Francia dove, in cambio di vantaggi commerciali, lo avrebbe consegnato al governo italiano, il che lo portò a fuggire in Brasile, dove si è nascosto fino al 18 marzo 2008.
La decisione di dare asilo politico a Cesare sta causando tensioni diplomatiche con il governo italiano che ritiene un tale atteggiamento un insulto e una mancanza di rispetto sia nei confronti delle famiglie delle vittime uccise dal PAC, sia alla nazione che lo ha processato e condannato. Secondo il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e il ministro italiano della Difesa, Ignazio La Russa, il rapporto tra Brasile e Italia non sarà più lo stesso e che la decisione di liberare un assassino come Battisti avrà conseguenze pesanti. Approfittando del film "Natale a Rio" (commedia ambientata a Rio de Janeiro), La Russa ha sbottato: "Sappiano, coloro che andranno oggi al cinema a vedere ‘Natale a Rio’, che in Brasile potranno incontrare sulle spiagge un terrorista assassino a piede libero per volontà delle autorità brasiliane".
Ecco quindi una situazione delicata in cui il Brasile è coinvolto e che sta generando opinioni contrastanti. Da una parte ci sono coloro che sostengono il presidente Lula nell’accogliere un ex-membro di un partito proletario, giudicato ingiustamente; dall'altra ci sono persone che lo criticano, affermando che è immorale per il presidente di una nazione impedire a un’altra di giudicare qualcuno che ha causato danni al proprio Paese.
Mi chiedo: perché il Presidente Lula mette a disposizione il suo sostegno e i suoi parlamentari coinvolgendoli nei diritti umani di un uomo nella cui storia ci sono numerosi arresti per reati violenti (rapina, furto e altro ancora), che fa parte di un gruppo armato (il che mi porta a credere che quest’uomo potrebbe agire armato pronto a uccidere e a farsi uccidere per le proprie convinzioni politiche) e che ha reso un bambino paraplegico? Dove sono questi stessi membri dei Diritti Umani che non si mostrano per dare sostegno a madri, padri e figli che hanno perso i loro cari nelle guerra civile brasiliana condotta quotidianamente tra polizia e trafficanti di droga? Dove sono quei leader dei Diritti Umani che non vengono a lottare per i diritti, presenti solo nella Costituzione, di giovani e bambini lasciandoli al proprio destino? Perché non permettere ad una nazione di difendere, giudicare e condannare i propri criminali, i loro atti, accettando le loro conseguenze, secondo le proprie leggi? È perché qui non esiste una legge che consenta, perché molto antica, di punire gli atroci crimini commessi da questa perbenista e frivola? Legge per la quale la pena massima è di 30 anni, ma usando le scappatoie che la stessa legge consente, i criminali non restano nemmeno 15 anni. In più la prigione non li rende pentiti per i loro crimini, ma sì li trasforma e li educa ad essere dei mostri in una società ostaggio della paura. O forse perché il PAC è una ramificazione del partito del presidente Lula (PT) e di altri partiti come PSOL, PV e PcdoB? Questa giustizia che il presidente afferma di fare a Cesare sarebbe nei confronti dell'individuo Cesare Battisti o a una storia politica ben simile al suo? Vale la pena distruggere il rapporto instaurato con l'Italia, un Paese europeo, che fino ad ora supportata solo in Brasile, in cambio di una passione per alcuni ideali politici che il presidente non potrebbe permettersi come Presidente della Repubblica?

Texto de Elisângela Lopes e Roberto Breccia.